di Fabio Toni
L’indagine sulla presunta truffa ai danni del maestro Giulio Rapetti ‘Mogol’ non si ferma. Sarebbero almeno tre le persone, tutte riconducibili ad un’impresa edile di Gubbio, indagate sulla base di ipotesi pesanti: truffa ed estorsione. Fra gli ultimi passi compiuti dagli inquirenti c’è anche il sequestro di alcuni documenti, in particolare il ‘lodo arbitrale’ legato ad alcune opere realizzate all’interno della tenuta del maestro a Toscolano, nel cuore della campagna umbra.
Il nodo La vicenda, come aveva spiegato lo stesso Mogol a Umbria24, è complessa e va avanti già da qualche anno. Tutto ruota attorno all’esecuzione di alcuni lavori edili per il completamento di una struttura ricettiva all’interno della tenuta di Toscolano, per un importo complessivo dell’appalto – sottoscritto nel 2008 – di circa un milione di euro. Opere che – è questo il nodo del contendere – non sarebbero state realizzate a dovere, con rapporti fra le parti che sarebbero diventati via via più tesi. Fino a spingere lo stesso Mogol a presentare un esposto in procura.
Indagini Al momento sarebbero tre le persone indagate sulla base di ipotesi piuttosto pesanti – truffa ed estorsione -, tutte riconducibili all’impresa eugubina incaricata di eseguire le opere. Nei giorni scorsi l’azienda è stata ‘visitata’ dagli inquirenti per acquisire nuovi documenti, oltre a quelli che già compongono il corposo faldone in possesso del pm. Fra le ‘carte’ in possesso della procura ci sarebbe anche il lodo arbitrale stipulato fra le parti e reso esecutivo dal presidente del tribunale.
