La Questura di Terni

di Fabio Toni

Una messa in scena. I tre albanesi, l’accerchiamento dietro un negozio, gli insulti omofobici: tutto inventato. Le botte sì, quelle sono vere. A dargliele però è stato il compagno, pazzo di gelosia. L’indagine, anche stavolta rapida, della Digos della questura di Terni, diretta dal commissario capo Marco Colurci, ha fatto piena luce sulla vicenda del trans 22enne picchiato in via Farini.

Botte vere, storia falsa Qualcosa non tornava e gli investigatori lo avevano intuito subito: grazie ai riscontri diretti, gli agenti hanno appurato che l’aggressione era stata effettivamente subìta dal giovane, ma che l’autore era stato il compagno. Dopo un ‘incontro’ nella camera di un albergo della zona, i due avevano iniziato a litigare. Prima le botte e poi la pace, ma i segni sul corpo non si potevano cancellare. Così, per spiegarli ai genitori in buonafede, il giovane si è inventato una versione credibile – gli ‘stranieri’, l’omofobia, l’aggressione al ‘diverso’ – condividendola con il compagno.

Le denunce In questura, di fronte agli elementi raccolti dagli investigatori, gli amanti sono stati messi alle strette ed hanno dovuto confessare la messa in scena: per questo sono stati denunciati per simulazione di reato. Denunciata anche la titolare dell’albergo dove è avvenuto il litigio, per non aver riferito agli investigatori ciò di cui era a conoscenza. Nei confronti della struttura alberghiera nei prossimi giorni saranno assunti anche provvedimenti amministrativi, per violazione degli obblighi di registrazione.

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