di M.C.

Tentata rapina alla gioielleria Tanchi. Mercoledì mattina intorno alle 8:50 un uomo (in un primo momento sembravano due) si è introdotto nell’oreficeria di via della Bardesca, a due passi da un asilo nido, e con un oggetto contundente, forse una pistola, ha colpito il proprietario al volto. Da lì poi la fuga a piedi, visto che non è riuscito ad entrare nel locale: la chiave di apertura infatti nella colluttazione si sarebbe spezzata all’interno, rendendo vani i tentativi del malvivente.

Tentata rapina Secondo la ricostruzione dei carabinieri, il 73enne proprietario della gioielleria è stato aggredito alle spalle da un uomo che lo ha colpito alla testa con un corpo contundente. Nè la vittima, ricoverata poi in ospedale con lesioni alla testa giudicate guaribili in otto giorni, nè i numerosi passanti che in quel momento si trovavano in zona, hanno fornito però una descrizione dell’aggressore, scappato di corsa dopo l’aggressione.

Indagini a tappeto Le indagini sono condotte dall’aliquota operativa dei carabinieri di Terni che, oltre a ricevere la denuncia della vittima e raccogliere le testimonianze dei passanti, stanno anche vagliando le immagini delle telecamere. I carabinieri al momento lavorano su una denuncia per ‘aggressione’, visto che tecnicamente non esistono elementi che possano far pensare che il fine dell’agguato fosse il prelevare dei beni.

Il testimone «Ero a pagare il biglietto del parcheggio – spiega un testimone che preferisce restare anonimo – quando ho sentito un uomo gridare aiuto. Mi sono voltato verso la gioielleria e ho visto una colluttazione, con il proprietario del locale a terra, ferito, e un altro che di corsa lo ha scavalcato e poi si è dato alla fuga passando nella via di lato al negozio. A quel punto siamo intervenuti io e altri passanti, chiamando anche le forze dell’ordine. Non ho sentito se parlasse italiano o straniero, nè l’ho visto in faccia».

Nevi (Fi) Immediato l’intervento del capogruppo di Forza Italia al consiglio regionale, Raffaele Nevi:  «La notizia di pochi minuti fa di una rapina alla gioielleria Tanchi di Terni, con il ferimento del titolare ed i malviventi che solo per fortuna sono stati messi in fuga dai passanti, impone di dire basta rispetto ad una situazione non più tollerabile. Occorre riunire subito il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica e mettere in campo iniziative straordinarie anche attraverso l’utilizzo di vigili urbani e polizia locale, che deve stare fisicamente sulle strade. “Ribadisco – aggiunge – la assoluta necessità che anche la Regione si attivi per supportare con tutti i mezzi i Comuni, che troppo spesso sono lasciati soli di fronte a questa vera e propria emergenza. A nome del gruppo di Forza Italia – annuncia infine Nevi – in occasione della discussione del prossimo bilancio proporrò di assegnare maggiori risorse sul capitolo sicurezza».

Ferranti (Fi) Sull’accaduto è poi tornato a calcare la mano il consigliere comunale Francesco Ferranti, sempre Forza Italia, «La rapina alla gioielleria di questa mattina compiuta a mano armata e solo per pura fortuna non culminata in un ennesima tragedia è, assieme alla rapina in casa di un’anziana signora assassinata e all’omicidio di David Raggi, la dimostrazione chiara che quanto sosteniamo noi dell’opposizione è una triste e preoccupante realtà. La città di Terni non è più sicura, il gruppo di Forza Italia chiederà domani al sindaco di attivarsi subito con il comitato per l’ordine pubblico e sicurezza al fine di dare una risposta adeguata a questo precipitare della cose . E’ necessario che le forze di pubblica sicurezza intensifichino la loro attività e non è retorica, con risposte autorevoli e visibili si ottiene anche un fine deterrente e si disincentivano malavitosi e criminali. Chiaro che ribadiamo che anche il Comune deve fare la sua parte e procedere con un’intensificazione della presenza dei vigili urbani in strada anche di notte almeno 2 pattuglie sarebbero necessarie».

Rossi (Pd) «Di fronte alle notizie odierne di cronaca, purtroppo ancora punteggiate di violenza, credo sia necessaria una riflessione collettiva, in due direzioni: la prima, non cedere alle ansie securitarie, la seconda però, ‘armare la prevenzione’”. Così il senatore Gianluca Rossi arriva all’indomani del funerale di David Raggi e alla luce di due nuovi episodi criminosi avvenuti a Terni nelle ultime ore. Rossi prosegue: «Ci troviamo di fronte agli effetti più drammatici della crisi socio – economica che ha allargato la forbice sociale, combinati al fenomeno dell’immigrazione per la grave crisi dell’area del Mediterraneo. Abbiamo quindi bisogno di misure straordinarie che sappiano affrontare questi tempi, approcciandoli dal basso, là dove si originano. Per questo, serve che il comune di Terni si faccia promotore di una iniziativa nei confronti di Anci e quindi del Governo, al fine di varare provvedimenti non ordinari per le città, in grado di garantire strumenti di reale prevenzione e di controllo diffuso del territorio. Nel mentre, mi auguro che dal Consiglio comunale di domani emergano forte unità d’intenti e primi provvedimenti concreti. Chiedo inoltre alle istituzioni locali – conclude Rossi – di garantire uno stretto coordinamento anche con il Parlamento al fine di poter realmente contribuire a rendere operative le eventuali proposte che emergeranno»

De Sio (FdI-An) «Credo ci siano poche parole da aggiungere o commenti da fare se  non la crescente certezza che non si può più minimizzare un’escalation oramai consolidata di crimini di ogni genere nella città di Terni. Il ministro degli Interni , il sindaco e tutte le autorità preposte alla tutela ed alla  sicurezza dei cittadini devono farsi carico del problema aumentando i controlli, presidiando il territorio  rinforzando e disponendo maggiori risorse di uomini e mezzi a tutela dei cittadini e delle attività economiche. Un appello che tutti devono rilanciare con forza affinchè le forze dell’ordine, alle quali riconosciamo di fare ogni giorno un grande lavoro a fronte di scarsità di mezzi e risorse, siano messe nelle condizioni migliori per agire sul territorio».

Lucidi (M5s) «Rinnovando la richiesta di dimissioni al sottosegretario Bocci che spavaldamente dichiara Terni città fortunata e sicura, occorre tornare sull’argomento per fare chiarezza. Notizia di queste ore un furto in pieno centro ai danni di un gioielliere, rimasto ferito. E ancora nei giorni scorsi: entra in casa e tenta di violentare 94enne; rubano 4 cellulari al supermercato; minacciato con coltello; furti a raffica in città; aumento furti in abitazioni; mafia capitale: anche Terni è “terra di mezzo”; donna massacrata in casa; giovane ucciso in piazza. Scippi, furti, rapine, violenze di strada e mafia. Questi alcuni dei titoli di cronaca che vedono protagonista la città di Terni per il solo 2015, ma come molti sanno questi ultimi fanno parte solo di un escalation di eventi criminosi che si susseguono oramai da anni con frequenze sempre maggiori. Fra i reati in clamoroso aumento, nell’ambito della città e di tutta la Provincia, vi sono senza dubbio gli episodi di furti, eventi che ci permettiamo di commentare con la classica frase del “non essere più come quelli di una volta”, episodi organizzati spesso con particolare attenzione, da bande ed organizzazioni che sempre più spesso non esitano ad usare anche la violenza per scoraggiare ed intimidire chi volesse fermare il loro “lavoro” , da ciò risulta evidente che il furto sempre più spesso si tramuta in rapina, con manifestazioni di violenze ed estorsioni. Secondo l’ultimo rapporto del Censis nell’ultimo decennio i furti nella sola Provincia ternana sono aumentati di un +243,7% , una percentuale spaventosa, che ci fa dubitare nel targare Terni come città sicura. In ultima analisi il popolo ternano si pensa potrebbe ritenersi fortunato come affermato dal Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno, almeno secondo una sua affermazione secondo la quale in Umbria sarebbe “difficile” consumare reati mafiosi, tutto il contrario dimostrano gli ultimi eventi di cronaca con l’inchiesta “terra di mezzo” che tocca anche Terni. In tutto ciò risulta spontanea una riflessione, se la causa di tale condizione per la città possa essere frutto solo di un semplice svilupparsi di dinamiche sociali, o piuttosto non vi si possa riconoscere una responsabilità per l’amministrazione e per la gestione della sicurezza nettamente carenti nel protrarsi degli anni.
Il patto per la sicurezza firmato pochi giorni fa in città grida vendetta, 40.000 € e tre autovetture dismesse dalla Regione».

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