Cristiano Tardioli (Filt Cgil)

«Nessuna delle sigle sindacali che sta unitariamente affrontando la surreale vicenda della gestione dei parcheggi a pagamento di Terni ha mai espresso un giudizio sulla decisione dell’amministrazione comunale circa l’internalizzazione del servizio, ma non per questo si può ignorare la ricaduta occupazionale dell’operazione».

Filt-Cgil: «Preoccupazioni su livelli occupazione fondata» Interviene all’indomani della posizione espressa da Francesco Venturi segretario di Uil-Flp, il sindacalista Cristiano Tardioli che invece guida la Filt-Cgil: «Al momento del mancato rinnovo del contratto Umbria mobilità esercizio ha posto i lavoratori in ferie forzate, comunicando poco dopo la volontà di considerarli esuberi strutturali». Come a dire, le preoccupazioni erano tutt’altro che infondate, men che mai strumentali. Tant’è che al tavolo col Comune di Terni, tutte le sigle sindacali hanno espresso timori sul futuro dei lavoratori che che controllano le strisce blu e si occupano del rilascio degli abbonamenti.

Le opzioni del Comune E in questo senso, Tardioli spiega: «Il Comune durante l’incontro ha chiarito le proprie intenzione, proponendo due opzioni, vale a dire l’internalizzazione dei servizi di contabilità con l’affidamento della gestione operativa ai lavoratori che hanno svolto il servizio sino ad oggi, non essendoci all’interno dell’ente idonee professionalità, o in alternativa la predisposizione di una gara ad hoc con una clausola di salvaguardia per i lavoratori».

Tardioli bacchetta Venturi: «Non dividiamo i lavoratori»Scenari, questi paventati dal municipio, su cui le segreterie regionale e le rsa avrebbero espresso un giudizio positivo, «alla luce delle garanzie a tutela del mantenimento degli attuali livelli occupazionali». Ecco perché, l’intervento di Venturi della Uil-Fpl viene considerato in casa Cgil «preoccupante, perché – dice Tardioli – è sbagliato contrapporre scelte politiche più o meno condivisibili con la giusta mobilitazione degli addetti per la salvaguardia del proprio posto di lavoro, senza causare pericolose divisioni. Il nostro impegno – conclude – è volto ad arrivare al 28 febbraio, giorno di scadenza della proroga, con una soluzione che scongiuri le procedure di mobilità minacciate dall’azienda la quale, in ogni caso, verrà richiamata puntualmente alle sue responsabilità e alla quale non saranno, in ogni caso, concessi degli sconti».

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