di Chiara Fabrizi
Studentessa ventitreenne colpita da meningite meningococcica di tipo C e scatta la profilassi. A confermare il ricovero della giovane intorno alle 3 della notte tra mercoledì e giovedì all’ospedale di Terni è direttamente la Usl Umbria 2 che ha subito fatto scattare i protocolli sanitari previsti coordinati dalla dottoressa Laura Proietti.
Studentessa colpita da meningite Il personale del Santa Maria, dopo la diagnosi, ha sottoposto a terapia antibiotica la ventitreenne che ora risulta ricoverata nel reparto di Malattie infettive diretto dalla professoressa Daniela Francisci in condizioni che fortunatamente non sono critiche. In particolare non appena ricevuta la segnalazione dei medici che hanno preso in cura la studentesse, quindi entro le 24 ore dal ricovero in ospedale, il servizio di Igiene e sanità pubblica ha raggiunto tutte le persone che con la giovane hanno avuto contatti stretti e diretto, attivando la profilassi del caso sui familiari. In questo senso i trattamenti sanitari previsti in caso di meningite meningococcica non avrebbero coinvolti altri soggetti, oltre naturalmente a tutto il personale medico e infermieristico ospedaliero che è entrato in contatto diretto con la paziente.
Scatta la profilassi La ventitreenne è arrivata in ambulanza all’ospedale di Terni: «Dopo la prima diagnosi clinica – spiega Giorgio Parisi, direttore del Pronto Soccorso di Terni – dato il fortissimo sospetto di meningite, è stata attivata una procedura di accertamenti tempestivi ben collaudata che, attraverso l’esame del liquor e test molto rapidi che la nostra struttura è in grado di eseguire in questi casi, ha immediatamente confermato la diagnosi di meningite batterica da meningococco di tipo C» la forma più grave di meningite che si trasmette esclusivamente per contatto diretto con persone infette (goccioline nasali faringee).
Gli aggiornamenti «Sono stabili e appaiono in via di miglioramento le condizioni cliniche della giovane studentessa ternana – scrive l’azienda ospedaliera in una nota venerdì mattina – e la paziente sta proseguendo la terapia antibiotica. Per l’evoluzione della malattia è comunque necessario il monitoraggio delle condizioni cliniche nei prossimi giorni e in particolare nelle prossime 48 ore».
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