di F.T.
Un’associazione a delinquere dedita alle truffe e al riciclaggio di auto rubate e destinate al mercato estero. A volte, con la compiacenza dei proprietari, le auto venivano vendute per pochi euro, salvo poi inscenare il furto solo per incassare i soldi dalle assicurazioni. Un ‘giro’ che riguardava anche macchine e strumenti da lavoro – muletti, escavatori, gruppi elettrogeni, rulli compressori – rubati, ‘puliti’ da fatture false e rimessi in vendita. E poi la droga: cocaina e eroina, spacciata fra Terni, Narni, Orte e Roma, grazie anche al supporto di ‘amici’ compiacenti. La maxi operazione, messa a segno dalla squadra mobile della polizia di Terni fra il 2004 e il 2005, è sfociata in un lungo processo ancora nella sua fase preliminare.
Maxi-processo Ben ventisette gli imputati del procedimento: quindici di nazionalità italiana, dieci originari del Marocco e due nigeriani. L’accusa di detenzione e spaccio di droga riguarda tredici persone. Fra loro anche un ternano, accusato di favoreggiamento perchè avrebbe messo a disposizione un’auto per consentire agli spacciatori di rifornirsi nella capitale, oltre a custodire una parte dei proventi dell’attività.
Associazione a delinquere L’altro capitolo d’indagine riguarda undici italiani – per lo più umbri, siciliani e laziali – e sei magrebini che, a vario titolo, avrebbero condotto un’intensa attività di riciclaggio di auto di grossa cilindrata, mezzi e strumenti da lavoro, per lo più rubati o frutto di appropriazione indebita. In alcuni casi le auto sarebbero state acquistate per pochi euro e portate in Marocco, con i vecchi proprietari pronti a sporgere denuncia per furto per incassare il rimborso dell’assicurazione. L’attività sarebbe stata condotta anche attraverso società fittizie, utilizzate per acquistare le auto in leasing e rivenderle all’estero, con tanto di documenti di circolazione falsi.
Nuovo rinvio Al termine dell’udienza di mercoledì mattina, il gup Pierluigi Panariello ha rinviato il procedimento al prossimo 22 gennaio. In quella data, salvo sorprese, potrebbero essere chiarite definitivamente le posizioni di alcuni degli imputati, a quasi nove anni di distanza dai fatti. Nutrito il parterre dei legali difensori, fra cui figurano gli avvocati Francesco Mattiangeli, Fabio Farnesi, Manlio Morcella, Folco Trabalza, Francesco Orsini, Cinzia Sperandei, Daniela Paccoi, Claudio Biscetti, Massimo Carignani e Gianluca Muzi.
