Una volante della polizia (foto U24)

Si finge carabiniere e chiama un’anziana donna ternana.  Al telefono le dice che la figlia ha avuto un incidente ed è in stato di fermo, così le chiede 5 mila euro perché venga rilasciata.

Finto carabinieri tenta la truffa L’ultima, in ordine di tempo, a non essere caduta nella trappola del finto incidente stradale, capitato a un figlio, è una signora ternana di 90 anni, che non si è fatta cogliere di sorpresa e al finto carabiniere di Viterbo che le chiedeva 5 mila euro o dei gioielli per far rilasciare la figlia in stato di fermo, perché coinvolta in un incidente stradale. L’anziana al fantomatico militare ha risposto che gli avrebbe dato tutto quello che chiedeva, non prima però di essersi sincerata dell’accaduto con la figlia.

Anziana allerta polizia La donna ha infatti contattato la figlia e, appurato che non le fosse successo nulla, ha chiamato il 113. Ad attendere in casa il finto carabinieri c’erano gli agenti del commissariato, ma ancora una volta nessuno si è presentato, forse fiutando il rischio di un passo falso. «Evidentemente – scrivono dalla Questura – la campagna di sensibilizzazione contro le truffe agli anziani da parte della polizia – sta dando i suoi frutti. Con le stesse modalitàdella telefonata dei finti carabinieri o del finto avvocato – prosegue la nota – avviene quella del finto assicuratore, che richiede sempre delle somme in contanti o gioielli per figli coinvolti in sinistri stradali. Anche in questo caso, si invita a chiamare immediatamente le forze dell’ordine, dopo essersi sincerati della salute dei propri cari».

Espulso senegalese In una distinta operazione gli uomini della polizia hanno espulso un cittadino del Senegal. L’intervento dei militari è stato richiesto da alcuni clienti di un grande magazzino, infastiditi all’uscita del negozio da uno straniero. Agli agenti della pattuglia del poliziotto di quartiere, ha detto di essere un cittadino senegalese 34enne e di essere domiciliato a Terni, ma è stato accompagnato in questura perché sprovvisto di documenti. Dai riscontri delle impronte digitali è emerso che si trattava sì di un cittadino senegalese, ma con un altro nome e un’altra data di nascita, già espulso dall’Italia nel 2014, tramite un ordine del questore di Terni, al quale non aveva mai ottemperato. L’uomo è stato denunciato per aver dato false generalità, per la violazione della legge sull’immigrazione e nuovamente espulso.

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