di F.T.

Qualcuno, di fronte alle effusioni, avrà ricordato con un pizzico di nostalgia i bei tempi andati. Qualcun altro avrà provato una certa invidia. Ma c’è anche la possibilità che la telefonata notturna al 112 sia partita perché quell’auto, ferma davanti al cancello di una casa di riposo per anziani, sembrava solo un po’ sospetta. Dentro c’erano due giovani e cosa stessero facendo, oltre che facilmente immaginabile, era parso subito chiaro ai militari intervenuti per verificare la segnalazione. Dopo i controlli di rito, per entrambi era scattata la denuncia per atti osceni in luogo pubblico e ora devono difendersi in tribunale.

Passione Protagonisti dell’episodio, avvenuto nella notte fra il 23 e il 24 dicembre del 2010, sono due giovani, un ragazzo di Todi e una giovane di nazionalità rumena, che all’epoca dei fatti avevano 29 e 22 anni. Dopo essere usciti insieme da un locale di via Curio Dentato, sono saliti in auto e hanno iniziato a cercare un punto ‘comodo’ dove appartarsi. Alla fine la scelta – rivelatasi poi disgraziata – è caduta su una stradina buia di vocabolo Tuillo: proprio davanti ad una casa di riposo per anziani.

Interrotti Qualcuno – non si sa bene chi, ma a breve verrà identificato e chiamato a testimoniare – ha telefonato al 112 segnalando un’auto ‘sospetta’ con le luci interne accese, ferma davanti all’ospizio. I militari giunti sul posto si sono avvicinati con circospezione al mezzo: dentro c’erano i due giovani, lui completamente nudo e lei quasi. Dopo aver bussato al vetro e invitato i due a ricomporsi, hanno chiesto i documenti.

Fumi dell’alcol Nessuno però li aveva con sé, così la nottata ‘focosa’ si è conclusa al comando di via Radice dove la ragazza – piuttosto alticcia – ha dato il meglio di sé: dopo aver implorato i militari di non denunciarla, biascicando frasi sconnesse e dal vago tenore minatorio, ha pure preso un timbro da una scrivania e lo ha ‘stampato’ sulla fronte e sulle guance di uno degli operanti, impassibile. Il tutto mentre il partner, evidentemente imbarazzato, cercava di calmarla. Ma ormai la frittata era fatta.

Il processo Dopo il rinvio a giudizio e le prime udienze, venerdì mattina il procedimento è tornato all’attenzione del giudice Angelo Matteo Socci e del vpo Cinzia Casciani con il primo che ha disposto l’identificazione e quindi l’escussione della persona che ha chiamato il 112, anche per capire cosa abbia visto. Quest’ultima verrà ascoltata nella prossima udienza fissata per il prossimo 13 marzo.

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