di M.T.
Bigiotteria. Ma potrebbe essere roba pericolosa per la salute. E così la guardia di finanza ha caricato su tutto e si è portata via orecchini, anelli, collane, bracciali ed altri accessori d’abbigliamento femminile. Tutto sotto sequestro.
I negozi L’attenzione delle fiamme gialle, che si è concentrata, per questa volta, su due negozi del ternano gestiti da cittadini di nazionalità bengalese ed indiana, ha portato al sequestro di 12.936 articoli di bigiotteria sprovvisti dei dati identificativi del produttore e dell’importatore, ma soprattutto di indicazioni sui materiali utilizzati, in violazione alle norme previste dal codice del consumo.
I rischi Questa omissione rende gli articoli sequestrati potenzialmente pericolosi per la salute dei consumatori: l’acquirente, non essendo a conoscenza del tipo di materiale usato per l’assemblaggio dei bijoux, non è nella condizione di valutarne la soggettiva pericolosità, come, ad esempio, nel caso di allergia al particolare materiale. Non si esclude nemmeno la possibilità che vi siano elementi, come il cadmio, vietato per legge ed il nichel che, se presente in quantità superiore al consentito, può dar luogo ad irritazioni, dermatiti, nonché intossicazioni.
La denuncia I commercianti sono stati segnalati alla Camera di commercio e per l’inosservanza delle disposizioni di legge ai trasgressori sarà ora comminata una sanzione amministrativa che va da un minimo di 516 euro ad un massimo di 25.823 euro. Nel corso dell’anno, la Compagnia di Terni ha effettuato numerosi controlli in materia di sicurezza dei prodotti, sequestrandone quasi 15mila, potenzialmente dannosi alla salute.
