P. Pacetti, M. Celi e A. Gavazzi

di Fabio Toni

Una storia tormentata durata cinque mesi e finita a luglio con una denuncia. Un epilogo a cui L.M., 21enne originario del Marocco, non si era voluto rassegnare. La sua rabbia contro l’ex fidanzata è esplosa nel modo peggiore: sabato sera l’ha notata in un locale del centro in compagnia di alcuni amici. Con un cenno l’ha invitata a uscire fuori: lei gli ha dato retta e in un attimo si è ritrovata con la schiena a terra, costretta a parare i colpi sferrati con una bottiglia rotta.

Tragedia sfiorata Ora la giovane, 16 anni appena, si trova ricoverata in ospedale con ferite su diverse parti del corpo: dal collo al petto, dall’addome alle gambe. Non è in pericolo di vita ma uno dei colpi ha rischiato di reciderle la giugulare. Qualche millimetro più giù e la vicenda, segnata da una violenza cieca e assurda, sarebbe potuta finire in maniera ancora peggiore.

Denunciato due volte Di certo c’è che la giovane, accompagnata in questura dalla madre, aveva denunciato già due volte il suo aggressore: la prima ad aprile, per averla indotta ad assumere droghe: ‘erba’, hashish e cocaina. La seconda, a luglio, per difendersi da quel tipo brutale con cui era stata insieme cinque mesi. Agli inquirenti aveva raccontato tutto ciò che aveva dovuto subire, con la paura di chi si trova a dover fare i conti con uno stalker dai tratti violenti e che non vuole accettare la fine della relazione.

Indagine Dopo l’aggressione, avvenuta alle 1 e 15 di sabato notte fra vico del Pozzo e via Tre Colonne, i carabinieri del comando stazione di Terni coordinati dal maresciallo Piero Pacetti, insieme ai colleghi del Norm e del nucleo investigativo, si sono attivati con le indagini che, grazie a diverse testimonianze raccolte direttamente sul posto, hanno subito preso la direzione dell’appartamento popolare dove il giovane – disoccupato – vive con la madre, in piazza della Pace.

Nascosto sotto il letto Lì lo hanno trovato nascosto sotto il letto della camera. I vestiti indossati durante la brutale aggressione di poche ore prima sono stati trovati nascosti dietro un divano – la felpa – e all’interno della lavatrice (i jeans). Pronti per essere puliti dalle decine di macchie di sangue lasciate dalle ferite della giovane. La carta d’identità invece è stata ritrovata nella borsa della madre: possibile che avesse già pensato di allontanarsi da Terni per evitare guai. Ma i carabinieri non gliene hanno dato il tempo.

I precedenti A questi elementi e alle testimonianze, si sono aggiunti anche i precedenti specifici del 21enne, già noto alle forze dell’ordine e denunciato più volte per risse e lesioni. In molti di questi casi, per fare male non aveva esitato ad usare armi da taglio e bottiglie rotte con cui ha un’inquietante familiarità.

«Degrado sociale» Al momento il ragazzo si trova all’interno del carcere di vocabolo Sabbione in attesa dell’udienza per la convalida del fermo di polizia, misura applicata dal sostituto procuratore Elisabetta Massini. Durante la conferenza stampa preso il comando dei carabinieri, il comandante della compagnia Andrea Gavazzi e quello del reparto operativo Mariano Celi hanno parlato di «vicenda maturata in un contesto sociale di forte degrado, segnato da seri problemi familiari, per l’aggressore e non solo». Per vederlo fuori dal territorio nazionale, in base alle leggi italiane bisognerà attendere che eventuali condanne per processi pendenti, passino in giudicato. Una dinamica che offre a molti – troppi – l’opportunità di rimanere entro i confini nazionali, continuando in molti casi a delinquere.

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