A Terni salta subito la prima udienza del processo sul canile di Colleluna (Foto F.Troccoli)

di Fabio Toni

Rinvio al 4 ottobre per un difetto di notifica degli atti. Questo l’esito della prima udienza del processo legato alla gestione del canile di Colleluna. Quattro le persone coinvolte nel procedimento. Si tratta dell’ex assessore comunale Gianfranco Salvati, l’ex dirigente dell’ufficio Ambiente del Comune Salvatore Rapisarda e due responsabili della cooperativa Alis che gestiva la struttura in appalto.

Le accuse Per i primi due le accuse mosse dal pm Elisabetta Massini riguardano le pessime condizioni in cui sarebbero stati tenuti gli animali all’interno della struttura, fra topi e gabbie sporche di feci. Una situazione culminata nel marzo del 2009 con il sequestro del canile da parte della Forestale e dei carabinieri del Nas. Per la cooperativa Alis, difesa dall’avvocato Massimo Proietti, gli addebiti sono invece legati a presunte violazioni delle norme di sicurezza e degli obblighi sanciti dall’appalto comunale.

Parti civili Pronte a costituirsi le parti civili che presenteranno formale richiesta nel corso della prossima udienza. Si tratta del Wwf, di una volontaria impegnata all’interno della struttura e dell’associazione animalista Grandi Amici, quest’ultima rappresentata dall’avvocato Francesco Mattiangeli.

Daniele Bovi Nato nel 1981, ha iniziato il suo lavoro di giornalista al Giornale dell’Umbria e La Voce di Perugia per poi passare, nel 2008, alla redazione di Umbrialeft prima di fondare due anni più tardi Umbria24 dove si occupa principalmente di temi legati all’attualità, alla politica e all’economia. Nel 2016 ha pubblicato «Tutta colpa di Boccali?», libro intervista all’ex sindaco di Perugia.