di Fabio Toni
Rinvio al 4 ottobre per un difetto di notifica degli atti. Questo l’esito della prima udienza del processo legato alla gestione del canile di Colleluna. Quattro le persone coinvolte nel procedimento. Si tratta dell’ex assessore comunale Gianfranco Salvati, l’ex dirigente dell’ufficio Ambiente del Comune Salvatore Rapisarda e due responsabili della cooperativa Alis che gestiva la struttura in appalto.
Le accuse Per i primi due le accuse mosse dal pm Elisabetta Massini riguardano le pessime condizioni in cui sarebbero stati tenuti gli animali all’interno della struttura, fra topi e gabbie sporche di feci. Una situazione culminata nel marzo del 2009 con il sequestro del canile da parte della Forestale e dei carabinieri del Nas. Per la cooperativa Alis, difesa dall’avvocato Massimo Proietti, gli addebiti sono invece legati a presunte violazioni delle norme di sicurezza e degli obblighi sanciti dall’appalto comunale.
Parti civili Pronte a costituirsi le parti civili che presenteranno formale richiesta nel corso della prossima udienza. Si tratta del Wwf, di una volontaria impegnata all’interno della struttura e dell’associazione animalista Grandi Amici, quest’ultima rappresentata dall’avvocato Francesco Mattiangeli.

