di F.T.
Il principale testimone dell’accusa, il consulente tecnico Alessandro Iacucci, parlerà nella prossima udienza del 22 ottobre. Martedì mattina al processo per la gestione delle discariche di vocabolo Valle, sono stati ascoltati quattro testimoni: due ingegneri, un geologo e un capitano dei carabinieri. Tutti hanno riferito in merito ai sopralluoghi svolti in seguito allo smottamento di una parte dei rifiuti contenuti nella discarica Tk-Ast, avvenuto nel luglio 2007.
I testimoni In aula, due dei quattro testi hanno detto di aver riscontrato, in occasione dei sopralluoghi, «la non corretta gestione di alcuni aspetti ambientali». In particolare, i tecnici hanno fatto riferimento alla «mancanza di un adeguato sistema di regimazione delle acque meteoriche e di un’adeguata copertura dei rifiuti temporaneamente ammassati in seguito all’evento franoso». Il capitano del Noe di Perugia, Giuseppe Schienalunga, ha sottolineato come le discariche facciano parte di un’area – quella di Papigno – inserita fra i ‘siti di interesse nazionale oggetto di bonifica’. Un elenco di aree, individuate dallo Stato, caratterizzate da una forte precarietà ambientale e per questo soggette a prescrizioni particolari.
Il processo Nove gli imputati fra dirigenti ed ex dell’Ast e del comune, tecnici e dirigenti di enti pubblici come l’Arpa e la provincia di Terni. Nel dettaglio, gli addebiti riguardano la gestione della discarica Tk-Ast, la mancanza di interventi di messa in sicurezza, la frana di rifiuti avvenuta nel 2007 nello stesso sito e la mancata comunicazione dell’evento, lo smaltimento nella fogna pubblica del percolato proveniente dalla discarica comunale, il deposito non controllato di rifiuti e altre violazioni come l’abuso di ufficio e l’aver rilasciato certificazioni dal contenuto definito ‘fuorviante’.
