Il Pm, Brega e l'avvocato Morcella

di Fabio Toni

Chi si attendeva asprezze e botta e risposta fra accusa e difesa già nella prima udienza, è rimasto deluso. Il processo che vede imputato Eros Brega è iniziato davanti al tribunale di Terni con toni soft. Il giudizio immediato, chiesto e ottenuto dal presidente del consiglio regionale, ha avuto come prima conseguenza quella di abbreviare l’iter processuale e il  trend, da quanto emerso martedì mattina, proseguirà anche in aula. Tanto che le prossime quattro udienze, fissate per ascoltare poco più di dieci testimoni, si terranno tutte fra ottobre e novembre.

Nessuna parte civile Davanti al collegio composto da Massimo Zanetti, Angelo Matteo Socci e Simona Tordelli, non si sono costituite parti civili. Delle quattro parti offese individuate nel corso delle indagini, l’unica presente in aula era il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, ma senza legali al seguito. Assente il comune di Terni.

Ritmi serrati In aula l’avvocato Manlio Morcella, difensore di Eros Brega, ha manifestato l’esigenza di «snellire il procedimento, attraverso l’utilizzo dei verbali acquisiti in fase di indagine e l’escussione di pochi testimoni». Una linea sostanzialmente condivisa dall’accusa, rappresentata dal pubblico ministero Elisabetta Massini, che ha chiesto di ascoltare dieci persone. Oltre a loro, verrà sentito anche un consulente della difesa. A questo punto la fase istruttoria potrebbe concludersi in tempi brevi, spinta dal fitto calendario che vede quattro udienze già fissate fra l’8 ottobre e il 19 novembre.

I documenti ‘scomparsi’ Schermaglie in aula non se ne sono viste, ma le dichiarazioni del legale di Eros Brega spostano l’asse della vicenda su un piano soprattutto politico: «Parte dell’indagine – afferma l’avvocato Morcella – è stata caratterizzata da alcune opacità che non sono ascrivibili all’organo inquirente, perché si sono rese indispensabili tre consulenze della procura e solo con la terza, datata marzo 2012, si riesce a sviluppare un esame a tutto tondo». Cosa è cambiato? «Semplicemente – afferma il legale – è ‘ricomparsa’ per intero la contabilità dell’associazione Eventi Valentiniani, a oltre un anno dall’inizio delle indagini».

E ritrovati «A quel punto l’accusa originaria, basata su cifre consistenti vicine ai 300 mila euro, è stata ridimensionata a poco più di 6 mila euro, frazionati in sei, sette anni». Che fine avevano fatto i documenti ritenuti ‘chiarificatori’? «L’ultima fattura – afferma Manlio Morcella – è stata ritrovata in un magazzino comunale nella zona di Maratta. In questo modo, per oltre un anno, si è potuto consumare un ‘assalto alla diligenza’ condotto da posizioni politiche più o meno vicine a Eros Brega. E questo la dice lunga su come siano andate le cose».

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