Don Pierino Gelmini

di Fabio Toni

Il processo nei confronti di don Pierino Gelmini, accusato di violenza sessuale nei confronti di alcuni ex ospiti della Comunità incontro di Amelia, è stato sospeso e pare difficile, a questo punto, che possa celebrarsi. Ciò in ragione delle condizioni di salute dell’ex sacerdote oggi 89enne che, secondo il medico legale incaricato dal tribunale, non è in grado di stare in giudizio.

L’esito dell’esame è emerso nel corso dell’udienza di martedì mattina davanti al tribunale di Terni in composizione collegiale. Questa la conclusione a cui è giunto il dottor Michele Moretti, medico legale dell’Usl Umbria2: «Si ritiene che le condizioni patologiche diagnosticate al periziando, allo stato impediscano la capacità di esercitare consapevolmente lo specifico diritto all’autodifesa e quindi di partecipare coscientemente al processo». Un giudizio netto, legato agli aspetti psichiatrici e in linea con le considerazioni già espresse in passato dalla difesa di don Pierino e dai periti di parte.

L’altra perizia A chiedere l’accertamento medico, nell’udienza dello scorso 6 febbraio, era stato il pubblico ministero Barbara Mazzullo, sulla base degli esiti della perizia di parte eseguita dai professori Francesco Bruno e Alvaro Paolacci e depositata dal legale del ‘don’, l’avvocato Manlio Morcella, in cui si attesta “l’attuale e persistente incapacità di intendere e di volere” da parte di don Pierino che, a giudizio della difesa, “non è in grado di stare in giudizio”.

Nuovo rinvio Un parere in tutto e per tutto analogo a quello espresso dal medico legale incaricato dal tribunale di Terni. Da qui la decisione, emersa martedì mattina, di sospendere nuovamente il processo. La prossima udienza è stata comunque fissata per il 4 marzo 2015, quando verrà sottoposto all’attenzione dei giudici l’esito di un nuovo accertamento. In assenza di miglioramenti, si andrà incontro ad un nuovo e ulteriore rinvio.

Prescrizione Sempre martedì mattina è stata stralciata la posizione dell’altra imputata, Patrizia Guarino, madre di uno dei giovani oggetto di presunte molestie e accusata a sua volta di favoreggiamento. Il tribunale ha dichiarato l’avvenuta prescrizione del reato attraverso sentenza di non luogo a procedere.

Ennesimo stop Lo stop al processo, segnato da continui rinvii e mai giunto alla fase dibattimentale, era stato già imposto dal tribunale di Terni nel maggio del 2012. Dopo aver preso atto delle gravi condizioni di salute di don Pierino, di fronte al’impossibilità di formulare una prognosi certa, i giudici avevano ‘passato la palla’ alla corte costituzionale, rilevando il contrasto fra l’impedimento reale e i principi – imposti dal codice – del ‘buon andamento degli uffici pubblici’ e della ‘ragionevole durata dei processi’. Nell’ottobre dello stesso anno la Consulta si era espressa, confermando quanto già affermato più volte: ovvero che ‘il mero impedimento fisico non può essere assimilato all’infermità di mente’ con il primo che ‘non costituisce un ostacolo assoluto alla celebrazione del giudizio’. Impedimento che, alla luce delle perizie, riguarda ora anche gli aspetti psichiatrici.

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