A condurre l'uomo in carcere sono stati i suoi stessi colleghi

di Fabio Toni

Cinquantacinque anni, conosciuto, stimato e da tempo in servizio come sovrintendente presso l’ufficio denunce della questura di Terni. Ha fatto rumore in città l’arresto di un agente della polizia di Stato per presunte molestie sessuali nei confronti di tre donne.

L’arresto A condurlo nel carcere di vocabolo Sabbione, sono stati i colleghi della squadra volante. Gli stessi con cui lavora insieme da anni. Ora l’uomo è in attesa di chiarire la propria posizione. L’ordinanza di custodia cautelare è stata firmata dal gip Maurizio Santoloci. Il poliziotto non è originario di Terni ma è molto noto in città per la sua lunga militanza nelle forze di polizia.

Le indagini L’inchiesta, condotta dal sostituto procuratore Elisabetta Massini, sarebbe partita da tre denunce presentate da altrettante donne, oltre ad alcune testimonianze – non verbalizzate – rilasciate da altre presunte ‘vittime’.
Le molestie, in alcuni casi «pesantisime», sarebbero avvenute all’interno dell’ufficio del poliziotto, dove le donne si erano recate per presentare denunce e chiedere informazioni, come fanno ogni giorno decine di cittadini. Due episodi risalirebbero a diverso tempo fa, mentre il terzo sarebbe più recente. A condurlo in carcere, dopo la delicata inchiesta, sono stati alcuni riscontri che non hanno lasciato dubbi agli inquirenti.

Accuse respinte Il poliziotto accusato, nega su tutta la linea e respinge le accuse di molestie.  Dice di non conoscere due donne che lo hanno denunciato. Della terza invece avrebbe ricordato di averla urtata per sbaglio in questura e di averle chiesto scusa. Attualmente l’uomo è detenuto in isolamento presso la casa circondariale di Terni. Il suo avvocato, Loris Mattrella, ha chiesto la scarcerazione o in subordine gli arresti domiciliari e la decisione in merito, da parte del gip Santoloci, giungerà nelle prossime ore, dopo aver acquisito anche il parere del pm.

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