Il tribunale di Terni (foto Rosati)

di Massimo Colonna

Sono otto le persone rinviate a giudizio con l’accusa di omicidio colposo per l’incidente sul lavoro verificatosi nel febbraio 2014 lungo le sponde del Nera. A perdere la vita un operaio di 46 anni che stava eseguendo lavori di potatura della vegetazione a una decina di metri d’altezza alloggiato nel ‘cestello’ del braccio meccanico del mezzo che si è tragicamente ribaltato, facendo precipitare nel fiume il lavoratore. Per lunghi giorni le autorità hanno scandagliato il Nera e soltanto dopo 36 giorni si è riusciti a recuperare la salma del quarantaseienne.

La decisione Sulla vicenda era stato subito aperto un fascicolo per omicidio colposo da parte del pubblico ministero Elisabetta Massini e su cui è arrivata la prima pronuncia del giudice: il gup del tribunale di Terni, Simona Tordelli, ha rinviato a giudizio otto persone al termine dell’udienza andata in scena nella tarda mattinata di mercoledì.

Gli imputati La procura ha mosso accuse a persone collegate a vario titolo allo svolgimento del lavoro che l’operaio stava portando avanti attraverso la manovra risultata poi fatale. Gli otto imputati sono difesi dai legali Francesco Mattiangeli, Doriana Succhiarelli, Mauro Biscetti e Francesco Cicciola. La prossima udienza è fissata al 13 aprile prossimo.

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