di F.T.

Tragica fine per un imprenditore di 50 anni, Giorgio Piersanti, precipitato a terra da un’altezza di circa dieci metri, mentre era impegnato a potare i rami di alcuni pini all’interno di una casa privata nella zona di Collepaese di San Liberatore (Terni).

TRAGEDIA SUL LAVORO: LE IMMAGINI

L’incidente è avvenuto venerdì mattina poco dopo le 12: l’uomo – residente a Stroncone, sposato e padre di una ragazza non ancora maggiorenne – stava lavorando a una decina di metri di altezza, all’interno del cestello posto alla fine del braccio meccanico di una piattaforma. Il mezzo, per cause che dovranno essere accertate dalle indagini, si è ribaltato sul fianco sinistro e Giorgio Piersanti è precipitato a terra.

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Dinamica A seguire le operazioni di taglio da terra, c’erano il proprietario della villetta oggetto dei lavori e un operaio di nazionalità pakistana: la terribile scena si è svolta davanti ai loro occhi. Dopo la caduta hanno tentato di prestare i primi soccorsi, purtroppo inutili. L’uomo è spirato nel giro di pochi istanti e i medici del 118 intervenuti non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.

Ipotesi Sul posto, oltre ai sanitari, è intervenuta la polizia – squadra Volante e Scientifica – unitamente ai vigili del fuoco e al personale del dipartimento infortuni della Asl Umbria2. Nessuna ipotesi precisa è stata ancora formulata in merito alle cause della tragedia. Chi conosce bene il tipo di operazione e il mezzo utilizzato, tende ad escludere che possa essere dipesa dal forte vento che spirava a quell’ora nella zona. Più plausibile l’ipotesi di un ramo pesante che possa aver colpito il braccio meccanico, sbilanciando il mezzo.

La piattaforma Da quanto appreso, i comandi del braccio meccanico erano gestiti direttamente dall’operaio precipitato al suolo, attraverso una consolle installata all’interno del cestello. L’altro operaio si trovava a terra, per spostare e ammucchiare i rami tagliati. Il mezzo utilizzato era stato preso a noleggio tramite un’azienda ternana. L’imprenditore deceduto aveva già svolto numerosi lavori per privati ed enti pubblici in diverse zone della città.

Il testimone «Ero lì sotto a spostare i rami e ho sentito un urlo – racconta l’operaio che era con Giorgio Piersanti -, mi sono girato e il mezzo si era già ribaltato. Sono corso lì e ancora respirava, ho provato a fare un massaggio cardiaco ma non è servito a nulla. È morto subito». L’operaio, un uomo di nazionalità pakistana, era al suo primo giorno di lavoro per la ditta di manutenzioni di cui Giorgio Piersanti era titolare.

La Procura La vicenda è ovviamente finita sotto la lente di ingrandimento della Procura, con il sostituto Tullio Cicoria che ha disposto il sequestro del mezzo. Allo stesso modo, come da prassi, la salma del poveretto è stata messa a disposizione dell’autorità giudiziaria che dovrà decidere sull’eventuale esame autoptico.

Il precedente La tragedia riporta alla mente quanto accaduto lo scorso 24 febbraio a un altro operaio – Egidio Pennacchi – precipitato nelle acque del Nera mentre si trovava a compiere la stessa operazione, all’interno del cestello di una piattaforma, nei pressi della passerella di via del Cassero. Anche in quel caso il mezzo si era sbilanciato, con il braccio meccanico che era andato a finire nel fiume. Il corpo dello sfortunato operaio, 46 anni appena, era stato ritrovato soltanto dopo 36 giorni di ricerche condotte lungo il tratto urbano del Nera.