Dan Dobra, l'accusato

di Fabio Toni

Una condanna a dieci anni e otto mesi di reclusione, sancita nel marzo del 2012 dal tribunale di Terni. Ora Dan Dobra, indicato come l’autore dell’omicidio di Cristel Bondalici, affida le sue speranze al processo di appello in corso a Perugia.

I fatti Il 10 febbraio del 2009 il corpo senza vita di Cristel Bondalici, con addosso i segni delle percosse, venne ritrovato all’interno di un casolare abbandonato nella zona di Villa Palma, ricovero abituale di senza tetto ed emarginati. Un contesto fatto di degrado e miseria e una lite dalle conseguenze tragiche, scoppiata per motivi banali e esasperata dall’abuso di alcool.

Le eccezioni Nella prima udienza dello scorso febbraio, la corte d’assise d’appello aveva ritenuto fondate alcune eccezioni presentate dall’avvocato Massimo Rao Camemi, difensore dell’imputato. In primis la necessità di approfondire direttamente le dichiarazioni rese da due testimoni al tempo dei fatti e inserite nel fascicolo che aveva portato alla condanna di Dan Dobra in primo grado. «In aula non è stato mai possibile ascoltare queste due persone perché irreperibili – afferma il legale – e il nostro ricorso parte quindi da qui, dall’impossibilità di ottenere un normale contraddittorio». Entrambi i testimoni risultano residenti in Romania, almeno formalmente. L’opzione in piedi, se la citazione per l’udienza del prossimo 9 ottobre non produrrà risultati, è quella della rogatoria internazionale.

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