di Fabio Toni
La decisione rappresenta forse la parola fine alla speranza di decine di malati ternani di ricorrere al discusso metodo Stamina, ideato da Davide Vannoni e oggetto di uno specifico approfondimento, tutt’ora in corso, da parte del pool di esperti nominato dal ministero della Salute. Il tribunale di Terni in composizione collegiale ha infatti rigettato il reclamo presentato da una donna ternana affetta da sclerosi laterale amiotrofica – la Sla – grave patologia degenerativa che colpisce le cellule nervose.
Il primo ‘no’ La prima richiesta di accedere alle cure era stata presentata dall’avvocato Simona Schiavoni, attraverso uno specifico ricorso d’urgenza al giudice del lavoro. L’istanza, vera e propria causa-pilota, era stata respinta lo scorso 2 dicembre anche sulla base del parere espresso dalla prima commissione ministeriale che ad ottobre aveva bloccato la sperimentazione. Commissione poi sospesa dal Tar del Lazio il 4 dicembre, in seguito al ricorso presentato dallo stesso Vannoni.
Il reclamo Proprio la decisione del Tar aveva offerto nuovi argomenti al legale della donna ternana, decisa a tentare la strada del reclamo. La discussione di merito c’era stata il 13 dicembre davanti al collegio giudicante composto dal presidente Girolamo Lanzellotto e dai giudici Piantadosi e Di Stefano.
Bocciato Mercoledì mattina è arrivata la doccia fredda: il reclamo non è stato accolto. Fra le motivazioni, l’impossibilità di una lettura ‘costituzionalmente orientata’ del decreto Balduzzi (che limita l’accesso alle cure a chi ha ottenuto un parere favorevole del tribunale) e l’assenza di materiale scientifico sul metodo Stamina e quindi la sua «non effettiva conoscenza».
Delusione «Sono rammaricata e assolutamente convinta della bontà delle nostre tesi – afferma l’avvocato Schiavoni -. Tesi peraltro già condivise da altri tribunali, come quello di Pescara, probabilmente più coraggiosi. Rimanere ancorati alla lettera della legge sicuramente non porta a fare errori ma tentare di andare oltre, a volte può renderci migliori. Il mio pensiero – aggiunge il legale – non può che andare alla donna che ho l’onore di assistere, alla sua straordinaria forza d’animo che non verrà intaccata dall’esito di questo ricorso».
Conseguenze Diversi avvocati, anche a Terni, erano in attesa di capire quale sarebbe stato l’orientamento del palazzo di giustizia in merito. L’eventuale accoglimento del ricorso presentato dalla donna affetta da Sla, avrebbe portato ad una vera e propria ‘ondata’ di istanze, simili in tutto e per tutto alla sua. Così non è stato e la partita, almeno per il momento, sembra chiusa.
