Le operazioni di controllo

di F.T.

Nube ‘sospetta’ da un’azienda dismessa di fitofarmaci, la Adica, nella zona di Nera Montoro. In seguito a una segnalazione di alcuni cittadini, i vigili del fuoco di Terni, Amelia, insieme ai colleghi del Nucleo biologico chimico e radiologico dell’Umbria, sono intervenuti lunedì per verificare l’accaduto.

L’allarme Secondo quanto riferito, in seguito ad una reazione esotermica dovuta all’acqua piovana, le sostanze contenute in un cassone sarebbero andate in ‘ebollizione’ producendo una colonna di fumo di colore bianco. Al momento non sarebbero stati riscontrati particolari pericoli legati a fiamme o nubi tossiche. Il lavoro dei vigili del fuoco è diretto a capire la natura e la tipologia della sostanza in questione. L’episodio è stato segnalato anche all’Arpa.

I controlli I primi esami avrebbero dato esito negativo, ma si sta analizzando tutto il materiale che, per il momento, è stato ricoperto con della sabbia e un telone di plastica e non emette più fumo. Dopo i rilievi e le analisi, si deciderà la tecnica da utilizzare per lo smaltimento. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri di Narni, la polizia municipale, la protezione civile ed il 118.

Il sindaco Sulla vicenda il comune di Narni si dice «impegnato a seguire, anche sul luogo con il proprio personale, l’episodio riguardante l’ex-Adica. In base a quanto è stato comunicato ufficialmente dagli enti intervenuti – spiega il sindaco Francesco De Rebotti – il fenomeno risulta essere di modesta entità e dalle prime misurazioni non risultano concentrazioni di sostanze pericolose nel container. Si precisa che l’Arpa ha provveduto a campionare l’aria circostante il sito per effettuare ulteriori rilievi».

Richiesta Il primo cittadino conferma che la vicenda Adica, la cui società è gestita da un curatore fallimentare, «è sotto osservazione da parte di tutti gli enti competenti in materia ambientale, sicurezza e salute pubblica, nonché monitorata e coordinata dalla stessa prefettura di Terni. Coerentemente con quanto svolto fino ad oggi – spiega De Rebotti -, nell’immediatezza dell’episodio abbiamo chiesto alla prefettura la convocazione del coordinamento degli gli enti interessati, per effettuare un aggiornamento del piano di messa in sicurezza del sito, attività che erano in corso proprio in questi giorni».

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