di Fabio Toni
Giulio Rapetti, sì, Mogol, vittima di una maxi-truffa: messa così la vicenda suona quasi oltraggiosa, visto che il protagonista (involontario) è uno dei miti viventi della musica italiana. Maestro indiscusso – anche in fatto di solidarietà – e ormai umbro d’adozione. Sulla questione e i suoi risvolti penali, gli inquirenti lavorano a ritmo serrato. Obiettivo è individuare i responsabili.
La denuncia A dare il là alle indagini è stato un esposto presentato dallo stesso Mogol in procura. Al centro della vicenda ci sarebbero finite le irregolarità legate ad alcuni lavori edili eseguiti negli anni scorsi all’interno della tenuta del maestro, a Toscolano, nel cuore della campagna umbra. Una struttura nota, oltre che per la sua bellezza, anche per essere la sede del Cet, vera e propria università della musica.
Il raggiro Naturale il riserbo degli inquirenti, visto che l’indagine è in pieno svolgimento. L’ipotesi è che il maestro possa aver subito un pesante raggiro – si parla di qualche centinaio di migliaia di euro – dietro al quale ci sarebbero almeno quattro-cinque soggetti, umbri e non solo. Nomi che, se è esagerato definire ‘eccellenti’, potrebbero godere comunque di una certa notorietà. Soprattutto nel ternano e nella zona – Avigliano Umbro e dintorni – dove sorge la tenuta.
Le indagini Nei giorni scorsi gli inquirenti hanno acquisito diversi documenti, anche all’interno di un istituto di credito con filiale a Terni. Le prime conferme sarebbero arrivate proprio dall’analisi delle carte da cui sembrano emergere elementi inequivocabili, riconducibili all’ipotesi della truffa. Le verifiche, tuttavia, sono ancora in corso e tutto lascia pensare che a breve possano esserci nuovi sviluppi, rilevanti sul piano penale.
Mogol Raggiunto al telefono, Mogol è tanto cortese quanto ‘abbottonato’: «Non possono aggiungere nulla a quanto sapete già – spiega – perché la questione è in mano alla magistratura ed è giusto che svolga tutte le verifiche nel modo più sereno possibile». Quello che si riesce a carpire è che «si tratta di una storia lunga e particolarmente complessa, legata a lavori eseguiti qualche anno fa. Non so dirvi se a breve ci saranno risultanze ma ovviamente questo è il mio auspicio».
