Polizia (foto Fabrizi)

di Fabio Toni

«Apri e fammi scendere». La porta anteriore dei bus urbani è quella in cui di solito si sale. E la richiesta, avanzata con tono arrogante all’autista, non aveva alcun motivo per essere assecondata. D’altronde chi l’aveva posta, un giovane 19 enne di nazionalità tunisina, non presentava alcun problema fisico, ma solo la protervia di chi ti dice: «Devi fare quello che dico io». E non solo. Quella che poteva sembrare un’irritante bravata, si è trasformata in una tentata aggressione a colpi di martello. Dopo un lavoro investigativo che ha avuto per protagonista lo stesso autista, il giovane è stato rintracciato e denunciato per ingiurie, minacce e interruzione di pubblico servizio.

I fatti Tutto è avvenuto nel pomeriggio dello scorso 6 marzo. «Fammi scendere da qui», indicando il portellone anteriore. Davanti al rifiuto, il giovane ha iniziato a insultare e minacciare l’autista: «Ti spacco la capoccia». Poi è sceso, continuando con le offese anche da terra. L’uomo ha mantenuto la calma ed è ripartito per la sua strada. Dopo circa un’ora il bus, facendo il percorso inverso, si è ritrovato alla stessa fermata. Il giovane era lì. Questa volta insieme ad un gruppetto di amici e con un martello in mano. Ovviamente per vendicarsi. Dopo aver raggiunto l’autista, ha cercato di colpirlo più volte alla testa ma l’uomo è stato abile nello schivare i fendenti. Vista la scena, una passeggera terrorizzata ha chiamato il 113. Intuita l’aria, il giovane e i suoi amici se la sono data a gambe.

Beccato Giunti in via Montefiorino, gli agenti hanno raccolto le testimonianze dei presenti. Decisiva ai fini dell’indagine è stata l’intuizione del dipendente Atc che è riuscito a risalire al probabile nome del ragazzo. La conferma è arrivata nei giorni successivi, navigando fra i profili facebook: «è lui». A quel punto il giovane è stato convocato in questura dove ha ammesso tutte le sue responsabilità. «Mi sono sentito vittima di un sopruso, voglio scusarmi con lui – ha detto agli agenti – sto attraversando un brutto periodo». Le scuse tardive, non gli hanno evitato una denuncia per ingiuria, minaccia pluriaggravata e interruzione di pubblico servizio.

Egiziano espulso Lunedì scorso, invece, una pattuglia della volante ha fermato due cittadini egiziani in viale Brin. Dalla verifica delle impronte digitali, è emerso come uno dei due, 22 enne e clandestino, fosse stato già colpito lo scorso gennaio da un provvedimento di espulsione da parte del questore di Terni. Il giovane è stato quindi denunciato e nuovamente espulso.

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