Il tribunale di Terni

di F.T.

Ancora un difetto di notifica e ancora un rinvio. Questa volta al 6 giugno prossimo. E’ questo l’esito dell’udienza preliminare che si è svolta presso il tribunale di Terni davanti al giudice Pierluigi Panariello mercoledì mattina relativa a presunte mazzette che sarebbero state versate da un’impresa edile per la ristrutturazione di alcuni beni di valenza culturale ricompresi nel territorio provinciale.

Gli imputati A dover rispondere per i presunti soldi versati sono l’architetto Pierluigi D’Avanzo, responsabile della sede distaccata di Orvieto della soprintendenza per i beni culturali dell’Umbria, Orazio Baldoni e Vincenzo Angeletti Latini (entrambi funzionari delle belle arti di stanza rispettivamente a Perugia e a Roma) e Antonio Antonelli, amministratore tecnico e socio dell’impresa Olimpo srl di Roma.

Le indagini e i 250 mila euro Le indagini, coordinate dal procuratore della repubblica Fausto Cardella e dal sostituto procuratore Barbara Mazzullo, divennero di dominio pubblico nel luglio del 2008 quando le fiamme gialle di Terni perquisirono le abitazioni e gli uffici dei funzionari della soprintendenza, oltre che nella sede romana della società edile. Lì i militari scovarono un tesoro di 250mila euro in contanti, insieme ad alcuni documenti compromettenti contenuti all’interno di una cassaforte.

Gli arresti Alle perquisizioni seguirono anche gli arresti degli indagati finiti in carcere per due settimane nel novembre del 2008. Per i tre dipendenti pubblici l’accusa è di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio,  per aver ricevuto dall’impresa romana alcune tangenti – di importo compreso fra i 18mila e i 27mila euro – al fine di chiudere un occhio sull’esecuzione di alcuni lavori di ristrutturazione e in particolare sul rispetto del capitolato d’appalto.

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