In due sono accusati di lesioni personali (Foto F.Troccoli)

di Fabio Toni

I medici dovettero amputargli la mano sinistra in seguito all’incidente sul lavoro avvenuto all’interno di un’azienda di Vascigliano di Stroncone, dove lo sfortunato operaio stava svolgendo attività di facchinaggio per conto di una ditta esterna. L’uomo, un 47 enne di nazionalità albanese residente a Terni, era impegnato nella pulizia di un macchinario utilizzato per il taglio del propilene. I rulli in movimento, trascinarono il guanto sinistro verso le lame e l’operaio non ebbe il tempo di toglierselo, con conseguenze purtroppo irreversibili.

La vicenda La vicenda risale al settembre del 2007 e venerdì mattina, davanti al giudice monocratico Massimo Zanetti, si è tenuta la prima udienza del procedimento penale scaturito dal tragico infortunio. Imputati sono un 37 enne originario di Roma, datore di lavoro del manovale albanese e un 64 enne di Narni, titolare dell’azienda teatro dell’incidente. Per entrambi l’accusa è di lesioni personali colpose, per aver violato le norme della sicurezza sul lavoro per «imprudenza, negligenza e imperizia» e non aver informato l’operaio circa i potenziali rischi legati all’operazione di pulizia. L’udienza è stata aperta e subito rinviata per il legittimo impedimento di uno dei difensori degli imputati, impegnato in un altro procedimento. Il giudice ha così aggiornato il processo al prossimo 1° febbraio.

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