di Fabio Toni
Nessun legame esclusivo e diretto fra le condizioni di lavoro interne all’inceneritore Asm di Maratta e le patologie tumorali che nel tempo hanno colpito quattro operai, due dei quali – Giorgio Moretti e Ivano Bordacchini – deceduti fra il 2008 e il 2011. Non sembra lasciare spazio a molti dubbi la perizia depositata nei giorni scorsi in tribunale dalla dottoressa Roberta Stopponi, medico legale dell’azienda sanitaria delle Marche.
I test Il nuovo esame, chiesto da pm e parti civili, era stato disposto lo scorso ottobre dal gup Pierluigi Panariello dopo che la precedente perizia, datata 2009, non era riuscita a sciogliere il nodo cruciale, circa l’esistenza o meno di un nesso fra i tumori che avevano colpito gli operai le mansioni svolte all’interno del termovalorizzatore.
Le reazioni «Esamineremo attentamente il contenuto della perizia in vista della prossima udienza», si limita ad osservare l’avvocato Cristina Rinaldi che rappresenta due lavoratori e i familiari di Ivano Bordacchini. Ovviamente soddisfatti i legali difensori delle dieci persone coinvolte nel procedimento con accuse pesanti: «L’esito dell’incidente probatorio – afferma l’avvocato Roberto Spoldi – mi sembra ancora più ampio ed esaustivo del precedente. Se quella risposta era stata giudicata incompleta dall’accusa, questa ci appare chiara e incontrovertibile». L’esito dell’esame verrà posto al centro della prossima udienza, fissata per il 12 luglio.
