Lo stabilimento della Sgl Carbon

di F.T.

«In Umbria si continua a morire di lavoro. Dopo i primi giorni di vicinanza da parte delle istituzioni, c’è solo un grande silenzio, con i familiari lasciati spesso da soli a combattere e a porsi domande. Intanto un’altra persona se ne è andata mentre cercava di guadagnarsi da vivere, onestamente».

Le domande Colpito dalla tragica morte di Moreno Petrocchi alla Sgl Carbon di Narni, Niccolò Francesconi, responsabile regionale dell’osservatorio sull’amianto, torna a raccontare la sua esperienza personale. E a porre domande, finora senza risposta.

La storia «Il 30 dicembre del 2012 – racconta – mio padre Moreno è stato trovato senza vita all’interno del centro multimediale di Terni. Ucciso da un malore. È morto di notte, da solo, mentre svolgeva un turno di 12 ore per mille euro al mese». Le domande, Niccolò Francesconi, le mette in fila una dietro l’altra: «Come mai mio padre è stato trovato soltanto dopo diverse ore? Perché nessuno si è accorto di nulla? Come si può permettere che un lavoratore svolga un servizio notturno in un edificio enorme e da solo?».

Le denunce Quesiti accompagnati dalle denunce che Niccolò ha presentato attraverso i propri legali: «Non accetterò che questa vicenda venga chiusa con leggerezza. Sono pronto a dare battaglia per chiarire tutti gli aspetti, relativi alla stessa situazione lavorativa di mio padre. Una morte sul lavoro è sempre una sconfitta per tutti ma la verità deve uscire allo scoperto ed è quello che i familiari devono chiedere».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.