Polizia (foto Fabrizi)

di M.T.

Una distorsione del rachide cervicale per il direttore sportivo della Ternana ciclismo, Sandro Latini e un trauma alla mandibola per il padre di un giovane atleta della Ternana Ciclismo. È il risultato dell’aggressione subita, domenica, da parte di un gruppo di tifosi del Perugia

La denuncia Nelle prossime ore sarà formalizzata la denuncia alla Digos, che avrebbe già identificato gli autori dell’aggressione, avvenuta quando la squadra di ciclismo, di ritorno da una gara che si è svolta ad Alatri (Frosinone) era ferma nell’area di servizio Mascherone, lungo l’A1 nei pressi di Roma. Un gruppo, formato da una cinquantina di tifosi del Perugia, avrebbe accerchiato e aggredito i ragazzi e i loro accompagnatori.

Qui Terni L’assessore allo sport del Comune di Terni, Renato Bartolini, ha espresso, anche da parte dell’amministrazione, «solidarietà ai giovani atleti e ai dirigenti della Ternana ciclismo. Gli insulti e le aggressioni sono sempre da condannare – commenta l’assessore – ancora di più quando rivolti a dei ragazzi e ai loro dirigenti che hanno avuto l’unica colpa di rappresentare i colori di Terni». Bartolini si augura infine che i responsabili «di questa vile e ingiustificabile aggressione siano presto individuati e sanzionati». Per Mauro Nannini, consigliere comunale ternano della Federazione della sinistra, invece, «definire tifosi coloro che ieri pomeriggio hanno letteralmente assaltato dirigenti e genitori,  credo sia un’offesa per tutti quei tifosi sani, che intendono l’amore per la propria squadra come un qualcosa che debba esulare assolutamente da qualsiasi forma di violenza».

Qui Perugia«Un episodio da denunciare e condannare  duramente, che non c’entra nulla con lo sport, con la passione o con una sana rivalità sportiva. Si tratta solo di violenza». L’assessore regionale allo sport, Fabrizio Bracco, commenta così quanto accaduto nella serata di domenica scorsa: «Il gruppo dei ciclisti, composto da ragazzi di 15-16 anni – dice Bracco – è stato preso di mira da alcuni sedicenti tifosi del Perugia soltanto perché viaggiavano a bordo di una macchina che aveva impressa, sulla carrozzeria, la scritta ‘Ternana’. Voglio quindi esprimere tutta la mia solidarietà ai dirigenti ai ragazzi ed ai genitori della Ternana Ciclismo. In particolare ai giovani ciclisti voglio dire che questo brutto episodio non deve in alcun modo compromettere quegli ideali di passione e di gioia che li hanno spinti ad entrare nel mondo del sport ed a praticarlo nel più sano dei modi». La Ternana Ciclismo ha fatto sapere che «anche il direttore generale del A.C. Perugia, Luigi Agnolin, ha dimostrato la sua vicinanza e la sua solidarietà ai tecnici e agli atleti della società. Un gesto nobile, del quale lo ringraziamo molto».

La solidarietà Dopo le prese di posizione dei giorni scorsi, è arrivata anche la telefonata del solidarietà del presidente della FCI Lazio, Antonio Pirone, a nome dell’intero movimento ciclistico laziale. E poi  «centinaia di sportivi di tutta Italia che in questi giorni hanno telefonato, scritto e-mail e commentato gli articoli pubblicati on-line manifestando affetto e attenzione. Ennesima conferma che il mondo dello sport è compatto nel condannare la violenza».

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