di Fabio Toni
Serviranno altri tre mesi al perito incaricato per completare l’approfondimento chiesto dal tribunale. Il quesito è di quelli fondamentali: ovvero se esista o meno un nesso causale fra le condizioni di lavoro interne all’inceneritore Asm di Maratta, chiuso alla fine del 2007, e le patologie tumorali che nel tempo hanno colpito quattro operai, due dei quali – Giorgio Moretti e Ivano Bordacchini – deceduti fra il 2008 e il 2011. Il documento dovrà essere depositato entro il prossimo 20 giugno. Due settimane dopo si tornerà in aula per analizzare gli esiti dell’indagine tecnica.
La proroga A chiedere più tempo è stato il consulente incaricato, la dottoressa Roberta Stopponi, medico legale della Asl delle Marche, esperta in prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro. L’incarico le era stato affidato lo scorso novembre dal gup Pierluigi Panariello. Un approfondimento caldeggiato dal pm Elisabetta Massini e dalle parti civili, visto che la precedente perizia, svolta da tre esperti in fase di incidente probatorio, aveva lasciato insoluti tutta una serie di quesiti, fra cui quello fondamentale sull’eventuale legame fra le condizioni dell’impianto e le patologie riscontrate nei lavoratori.
I tempi L’approfondimento dovrà essere depositato entro il 20 giugno. Le parti avranno poco meno di due settimane di tempo per prendere visione e definire le proprie deduzioni in merito. In aula ci si tornerà il 13 luglio e non è difficile prevedere un confronto serrato fra accusa e difesa, fatto di perizie contrastanti. Il procedimento, nella sua fase preliminare, coinvolge dieci persone accusate a vario titolo di duplice omicidio colposo, lesioni e violazioni in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro. Spetterà al gup decidere chi di loro dovrà difendersi nell’eventuale processo.
