di M.T.
Tutto è cominciato con alcuni casi di overdose, uno dei quali aveva provocato il coma di un tossicodipendente. Gli agenti della squadra antidroga, visto che maggior parte delle vittime degli episodi erano residenti nella zona di borgo Rivo, da lì sono partiti con i controlli e i pedinamenti di due spacciatori marocchini arrestati mercoledì in flagranza di reato.
I pedinamenti Gli agenti hanno intercettato uno dei due che, in sella ad uno scooter, si avvicinava ad un auto con a bordo due giovani e passava loro qualcosa. Mentre una pattuglia ha continuato a seguire lo scooter, un’altra ha fermato i due giovani, entrambi di Rieti, che hanno ammesso di aver acquistato due dosi di eroina dal cittadino marocchino che si era appena allontanato. L’eroina è stata sequestrata e i due ragazzi sono stati segnalati come assuntori di sostanze stupefacenti alla Prefettura.
Gli arresti Nel frattempo, gli altri agenti hanno raggiunto il marocchino in via Curio Dentato, dove è stato fermato; ha tentato di colpirli con il casco, ma è stato bloccato e perquisito. Teneva nascosti nei vestiti sei involucri di eroina, confezionati a forma di caramella, per un totale di 6 grammi. Le perquisizioni sono continuate anche nell’abitazione, un casolare preso in affitto nei pressi di San Gemini. Quando la Polizia è arrivata, il complice che era all’interno della casa, ha immediatamente chiuso a chiave la porta rifiutandosi di aprire, ma uno degli agenti, che nel frattempo avevano circondato il casolare, ha visto il ragazzo gettare un involucro nel wc e tirare l’acqua.
La droga Gli agenti, sapendo che generalmente, nelle case di campagna, lo scarico del bagno è collegato direttamente con una fossa settica e con un pozzetto in cemento, lo hanno aperto e vi hanno trovato altri 14 involucri contenenti eroina per un totale di 20 grammi. In casa, sono stati trovati vari bilancini di precisione, tutto l’occorrente per la confezione delle sostanze stupefacenti e 500 euro in banconote. Ma non solo.
In carcereI due marocchini (29 e 31 anni, con permessi di soggiorno a tempo indeterminato per lavoro, ma ufficialmente disoccupati, anche se pagavano regolarmente l’affitto) avevano in casa anche iPad, iPhone, altri cellulari e pc, dei quali non hanno saputo spiegare la provenienza. Nel processo per direttissima, che si è svolto giovedì mattina, è stata confermata la misura cautelare del custodia in carcere, mentre proseguono le indagini per accertare la provenienza della merce trovata in casa.
La prevenzione Oltre ai due spacciatori arrestati mercoledì dalla squadra antidroga, giovedì mattina l’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico ha effettuato numerosi controlli negli edifici scolastici della città, come disposto dal questore, Luigi Vita. Passati al setaccio diversi istituti superiori, d’intesa con i dirigenti scolastici, e con l’ausilio di un’unità cinofila. Il cane Alec ha trovato piccole quantità di sostanze stupefacenti – hashish e marijuana – occultate in pacchetti di sigarette, nel sottoscale di una scuola e nell’androne di un altro istituto. «I controlli mirati alla diffusione delle droghe tra gli adolescenti – vine fatto notare – hanno visto la collaborazione degli insegnati e degli stessi studenti, che hanno apprezzato l’iniziativa. I controlli verranno ripetuti con regolarità, sia nelle scuole, che nei luoghi di aggregazione giovanili».
