Un'udienza del processo

di Fabio Toni

Al processo legato al rogo della Ecorecuperi di Vascigliano di Stroncone è iniziato il lungo viavai di testimoni. Martedì sono stati ascoltati alcuni ex dipendenti dell’azienda distrutta dalle fiamme nel luglio del 2009. Oltre a loro, è stato sentito il comandante dei vigili del fuoco di Terni, due vigili intervenuti sul posto per spegnere l’incendio e alcuni tecnici dell’Arpa che hanno svolto rilievi sull’area interessata.

Le tesi In attesa delle prime perizie, il confronto fra accusa e difesa ha riguardato la natura del rogo. In aula il comandante dei vigili del fuoco Michele Zappia ha sottolineato come nell’azienda di Vascigliano fosse stipata «una quantità eccessiva di materiale» e come le fiamme siano «partite da alcuni punti di accumulo». Diverso il punto di vista della difesa. In particolare l’avvocato Fabio Militoni, che difende l’ex legale rappresentante della Ecorecuperi, parla di «origine dolosa» e fa riferimento alla «notevole velocità di propagazione delle fiamme» e ad una manopola che sarebbe stata «manomessa per impedire ai vigili del fuoco di utilizzare le vasche anti incendio».

Parti civili L’impressione è che il processo non sia ancora entrato nella sua fase centrale. Quella che verrà seguita con grande attenzione anche dalle oltre quaranta parti civili ammesse, soprattutto agricoltori e allevatori della zona, che lamentano danni legati alle conseguenze del rogo. Dai problemi di salute, alle contaminazioni di terreni e bestiame, fino alle svalutazioni degli immobili, alle perdite nelle produzioni e ai danni di immagine. La prossima udienza è stata fissata per il 9 aprile, quando verranno ascoltati altri testimoni convocato dal pm Elisabetta Massini.

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