di F.T.
«Per le analisi ci vorrà tempo, ma altro al momento posso dirle». A parlare è Luigino Aguzzi, responsabile dell’ufficio incidenti della polizia municipale di Terni. Dopo la diffusione dell’identikit da parte degli stessi vigili urbani, torna a regnare un certo riserbo in merito all’indagine – coordinata dal sostituto procuratore Raffaele Pesiri – che punta a dare un nome al pirata della strada che mercoledì 28 agosto in viale Prati ha travolto e ucciso l’87 enne Bruno Fogu.
Le testimonianze restano lo strumento principale con cui gli inquirenti puntano a far luce sulla vicenda. Alla prima descrizione del ‘pirata’ («un giovane intorno ai 20-30 anni, carnagione e capelli chiari. Indossava pantaloni corti e maglietta chiara») mancano tutta una serie di dettagli, ancora da confermare. Qualcosa, però, si è anche aggiunto: l’uomo è stato visto fuggire in direzione Camposcuola. Uno spazio molto frequentato, specie nell’orario in cui è avvenuto il sinistro (18 e 30). Per questo più di un passante potrebbe aver ‘incrociato’ la sua fuga e la polizia municipale di Terni si rivolge direttamente a coloro che possono fornire ulteriori elementi, rinnovando l’invito a mettersi i contatto con gli uffici del Comando (0744.549805).
I due caschi Alle testimonianze si sono aggiunti altri elementi sui cui gli inquirenti vogliono vederci più chiaro. A partire dai due caschi trovati all’interno dello scooter Honda – risultato rubato a inizio agosto – finito addosso allo sfortunato anziano. Reperti da far ‘parlare’ attraverso la prova del Dna: per questo alla polizia scientifica è stato chiesto di svolgere ulteriori approfondimenti sul materiale recuperato. Fra le incognite, quella legata ai tempi per avere in mano i primi risultati: non si preannunciano brevi, come confermato dallo stesso responsabile della municipale.
