di Fabio Toni
Ci sarebbe anche da sorridere, se non ci fossero di mezzo i soldi pubblici spesi per ripulire ogni volta lo scempio, il decoro, la sicurezza di un’istituzione, dei suoi addetti e un’escalation che da qualche protesta a voce alta nei corridoi è giunta ormai a un appuntamento quasi quotidiano con le uova. Lanciate sui muri e sulle porte d’ingresso del tribunale di Terni, anche nel giorno di Pasqua.
TRIBUNALE ‘BOMBARDATO’: LE IMMAGINI
L’artefice di tutto ciò è un 80enne originario di Massa Martana, ternano d’adozione. È lui l’incubo del palazzo di giustizia. La sua protesta, in nome di un presunto torto subito in una causa civile, va avanti ormai da qualche anno. Sin dai tempi del trasloco del tribunale in via Bramante per la ristrutturazione della sede storica di corso del Popolo.
Il perché Tutto sarebbe partito da una causa civile per una divisione ereditaria. Un procedimento che non è mai arrivato fino in fondo, in ragione di un accordo stragiudiziale raggiunto tra le parti. Un fatto che l’anziano – convinto di aver perso un sacco di soldi in seguito alla vicenda – non ha mai mandato giù. Così è iniziata la sua personale ‘battaglia’ – tanto colorita quanto incivile – contro il luogo simbolo della giustizia.
La protesta L’inizio delle contestazioni risale al 2010: il soggetto inizia a farsi vedere sempre più spesso negli uffici. ‘Visite’ tutt’altro che cortesi, accompagnate da sproloqui e minacce – inizialmente contro un magistrato al tempo impegnato in città – e dalle immancabili cartelline piene di fogli e documenti sventolati per dimostrare il torto subito.
Escalation È l’inizio di una vera e propria collezione di denunce che prosegue ancora oggi a ritmo di quasi una al giorno. Dopo una diffida per impedirgli di entrare negli uffici, un giorno il soggetto decide di piazzarsi fuori dal palazzo con un banchetto e nuovi cartelli pieni di offese verso magistrati e tribunale. Puntualmente gli addetti della sicurezza e le forze dell’ordine lo fanno sloggiare. Ma il giorno dopo è di nuovo lì. A un certo punto però, i comizi non bastano più: passa alla vernice spray e imbratta l’ingresso del tribunale, poi una mattina si presenta con una carriola carica di immondizia e la scarica lì davanti. Nuovo intervento delle forze dell’ordine, nuove denunce, punto e a capo.
L’ultima ‘novità’ risale a metà aprile, con ben cinque episodi registrati in pochi giorni. Spinto forse dal clima pasquale, il tipo passa alle uova: si presenta di buon mattino, anche prima delle 8, e inizia a tirarle sui muri e i portoni d’ingresso. Il tutto con una calma olimpica, finché qualcuno – polizia o carabinieri – non interviene. A volte l’anziano si stende a terra e costringe gli agenti a far intervenire il 118. Solita trafila di denunce e inviti a smetterla, ma senza particolari effetti.
Preoccupazione La frequenza degli episodi e il ‘salto di qualità’ dell’ultimo periodo ha creato un certo fastidio (e anche un po’ di apprensione) in corso del Popolo. Pulizie straordinarie, un odore tutt’altro che gradevole, l’esigenza di dover riverniciare i muri e un decoro ‘ferito’. Poi c’è la sicurezza: gli addetti ce la mettono tutta nel cercare ogni volta di calmare il tipo e ‘tamponare’ la situazione. Il punto è che nessuno sa se e quando la protesta si fermerà. E con che modalità potrà proseguire. Dalle parole, l’anziano è passato a comportamenti via via più pesanti. Il dato inquietante è soprattutto questo, sempre che qualcuno non decida finalmente di intervenire in maniera drastica.
