di F.T.

La mattina dopo il disastro, alla Dm Caravan di strada della Selva è un viavai continuo di tecnici, vigili del fuoco e – soprattutto – tanti cittadini: tutti quelli che hanno visto finire in cenere la propria auto, il camper o la roulotte. Il conto parla di oltre 160 mezzi divorati in pochi minuti dal rogo e danni ingentissimi negli oltre 8 mila metri quadrati della struttura, composta da sette tettoie per ventidue posti camper ciascuna, tutte ricoperte da pannelli fotovoltaici.

LE IMMAGINI DEL ROGO ALLA DM CARAVAN

I racconti Molti di loro stavano per partire dalle vacanze, altri erano appena tornati. Per tutti il camper è una passione ed è dura vedersi portare via in poco meno di un’ora il frutto di tanti sacrifici. «Io ero in vacanza in Toscana – racconta il proprietario di un camper del quale è rimasto giusto lo scheletro -, sarei dovuto rientrare oggi (mercoledì, ndR) ma il tempo era diventato pessimo. Così sono tornato lunedì e ho lasciato il mezzo qui al rimessaggio. Se non è sfortuna questa».

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‘Miracolato’ I mezzi salvati dalle fiamme si contano sulla dita di una mano: «Il mio è fra questi – racconta un uomo -, le fiamme lo hanno come scavalcato per via di uno strano effetto della copertura. Ho anch’io diversi danni ma rispetto agli altri mi è andata bene». Fra i tanti, c’è chi ha perso l’auto: «L’avevo lasciata qui al posto del camper perché eravamo pronti a partire. E ora chi ci ripaga del danno?».

I danni L’interrogativo per tutte queste persone è ora uno solo: «chi ci ripagherà?». Diversi mezzi erano assicurati contro furto e incendio ma prima di tutto dovranno essere accertate le modalità, le cause all’origine del disastro e la presenza di eventuali coperture assicurative da parte del rimessaggio. Sulle cause, i vigili del fuoco – a cui compete l’attività di polizia giudiziaria – mantengono un certo riserbo: «Il punto da cui si è scatenato è stato individuato ma dobbiamo ancora individuare la causa precisa. Al momento ci sono diverse ipotesi».

Inquinamento Un altro aspetto tutt’altro che secondario è quello ambientale legato al rischio-diossine. Di fronte alle fiamme che ingoiavano uno ad uno le coperture e gli automezzi, in gran parte composti da resine, plastiche, gomma e materiale ferroso, il pensiero di molti è andato a quanto accaduto cinque anni fa alla Ecorecuperi di Vascigliano. Una vicenda seguita da strascichi penali e ambientali.

Arpa Alla Dm Caravan, i tecnici Arpa sono intervenuti intorno alle 2 di notte per accertarsi della situazione. Al mattino sono scattati i primi sopralluoghi a cui faranno seguito i rilievi su aria (polveri) e terreni circostanti. Dall’agenzia regionale per l’ambiente fanno sapere che «dalle prime verifiche effettuate, relative ai dati della qualità dell’aria forniti dalle centraline di monitoraggio della rete regionale, non si evidenziano anomalie».

Usl Alla luce dei risultati, si deciderà se procedere con ordinanze – l’ente competente in materia è l’Usl Umbria2 – che potrebbero limitare o vietare l’utilizzo e il consumo di foraggi, ortaggi, carni e prodotti di origine animale. Contattato, il direttore generale dell’Usl Umbria2 Sandro Fratini afferma di «non aver ricevuto ancora indicazioni in tal senso da parte degli uffici competenti».

Coraggiosi Particolarmente complesso il lavoro condotto dai vigili del fuoco – una ventina di uomini fra Terni e Amelia – che sono riusciti a domare le ultime fiamme all’alba di mercoledì. L’intervento prosegue con la messa in sicurezza dell’area, da cui verrà completamente smontata la copertura fotovoltaica, a rischio crolli. A rendere ancora più rischioso il lavoro degli uomini del 115 sono state le numerose esplosioni, avvertite anche a chilometri di distanza, causate dalle bombole gpl presenti praticamente su ciascun camper o roulotte. «Gli scoppi – racconta un vigile del fuoco – facevano schizzare i pezzi di bombole ovunque, come proiettili. È stato complicato ma siamo riusciti a contenere il tutto senza danni alle persone. Qui intorno ci sono soprattutto campi coltivati e le poche case che sono state subito lasciate dai residenti, visto il pericolo. Ora fortunatamente è tutto sotto controllo».

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