Andrea Bovelli e Simone Manetti

di F.T.

Cuffie al posto di casse e woofer per dimostrare, come dicono loro, che «i ragazzi che frequentano Lo Scalo sono tutto meno che pericolosi». A mettere in atto l’iniziativa ‘silenziosa’ è la direzione artistica del locale di via Piemonte, finito nell’occhio del ciclone in seguito alla rissa scoppiata all’alba del 29 novembre nel parcheggio esterno (con due arresti e altrettante denunce) e seguita dalla sospensione della licenza, decisa dal questore, per dodici giorni.

PARLA ANDREA BOVELLI (LO SCALO): VIDEO

Nessuno ‘sconto’ «Dopo la notifica del provvedimento – spiegano Andrea Bovelli e Simone Manetti dello staff de Lo Scalo – abbiamo provato a trovare un punto di mediazione con la questura. Purtroppo, però, non è stato possibile. Il punto è che al giorno d’oggi tutti i locali, e il nostro non fa eccezione, programmano con grande anticipo gli eventi. E questa chiusura rischia di penalizzarci pesantemente anche dal punto di vista economico».

«Penalizzati» Oltre al weekend del 5-7 dicembre (con la classica serata del venerdì e quella prevista per domenica, giorno prefestivo) il locale dovrà restare chiuso anche il fine settimana successivo. E proprio per sabato 13 dicembre era previsto l’arrivo di un dj internazionale da Francoforte: «Abbiamo già anticipato cifre che per noi sono importanti – spiegano – e ora rischiamo seriamente di perdere tutto. Comprendiamo tutte le ragioni, anche se abbiamo sempre operato per mantenere la sicurezza all’interno del locale, ma crediamo che tutto ciò sia troppo penalizzante rispetto alle reali responsabilità della gestione».

La protesta ‘silenziosa’ («più che altro un’occasione per ritrovarsi e stare insieme») è stata organizzata per sabato 6 dicembre, dalle 24 in poi, in via Lanzi: «Distribuiremo cuffie a tutti i presenti che così potranno ascoltare la musica de Lo Scalo senza recare disturbo a nessuno, all’aperto. Un segno tangibile che ci è stato chiesto in primis dalle persone più affezionate al locale e che vogliono continuare a stare insieme, nonostante le limitazioni».

Sul problema-sicurezza che ha portato alla chiusura, Andrea Bovelli spiega che «i gestori hanno fatto il possibile e in effetti all’interno problemi non ce ne sono mai stati. Quello che è accaduto fuori è sicuramente grave ma riguarda uno spazio esterno, peraltro non adiacente all’ingresso, su cui nessuno di noi ha l’autorità per poter intervenire. Fermo restando che molte delle proteste dei residenti, a cui fa riferimento anche il provvedimento della questura, riguardano un periodo passato, quando Lo Scalo aveva un altro nome e un’altra gestione».

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