di Fabio Toni
Quattro ore di sciopero, un presidio fuori dai cancelli dell’Ast «per dire no a un nuovo accordo separato che peggiora le condizioni dei lavoratori» e una raccolta di firme per il referendum sul lavoro. La mobilitazione nazionale della Fiom Cgil ha visto in prima linea il sindacato ternano, impegnato anche sul fronte della salvaguardia delle acciaierie. Intanto ci si prepara al prossimo incontro al ministero in programma per il 10 dicembre quando istituzioni, sindacati e governo si siederanno intorno a un tavolo per parlare del futuro dell’azienda.
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I perché dello sciopero Per le tute blu della Fiom lo sciopero di giovedì mattina «è necessario a contrastare lo smantellamento del contratto nazionale». Per i metalmeccanici della Cgil, «Federmeccanica, con la complicità di Fim e Uilm, ha escluso dalla trattativa la Fiom, ovvero il primo sindacati dei metalmeccanici in Italia e in Umbria». I rappresentanti dei lavoratori contestano l’inserimento di nuovi elementi nel contratto nazionale, «come il mancato pagamento della malattia per i primi tre giorni, l’eliminazione degli automatismi sugli scatti di anzianità e i passaggi automatici di livello». Un contesto reso ancora più pesante dall’altro accordo, quello sulla produttività, che ha visto l’esclusione della Cgil nella partita a tre Governo-Confindustria-sindacati. «Quell’intesa – attacca la Fiom – spinge verso un aumento dell’orario di lavoro e dell’età pensionabile, per questo lo riteniamo inaccettabile in un momento di grave crisi, in cui si continuano a perdere posti di lavoro. In Umbria il settore metalmeccanico ha perso 3 mila unità negli ultimi tre anni».
Ast, fase di stallo Accanto ai temi di rilevanza nazionale, la Fiom segue direttamente la partita delle acciaierie di Terni il cui futuro dovrà essere definito entro la prima metà del 2013. Attualmente il sito, di proprietà della ThyssenKrupp, è in attesa di un nuovo acquirente. Una fase di stallo delicata e incerta, imposta dalle determinazioni della Commissione europea antitrust che ha ordinato la cessione del sito. Intanto i sindacati e le istituzioni locali sono stati convocati al ministero dello sviluppo economico per il prossimo 10 dicembre. Il tavolo servirà a programmare il successivo incontro, quello con la multinazionale finlandese Outokumpu, in cui verrà ribadita l’assoluta contrarietà a qualsiasi spacchettamento o impoverimento del sito ternano.
Alta adesione Secondo quanto comunicato dal sindacato l’adesione allo sciopero è stata alta in tutta l’Umbria: alla Thyssen e nell’indotto si è raggiunto il 90%, così come, sempre a Terni, alla Faurecia (85%). In provincia di Perugia si registrano adesioni molto alte alla Terexlift (90%), Renzacci (90%), Sacofgas (80%), Termovana (80%), Giunti (90%), Nardi (70%), Emu (90%), Fail (90%), Iverplast (80%), Ims (90%), Oma (70%), Meccanotecnica (70%). «Adesioni più contenute – spiega la Cgil -, ma comunque significative (sempre sopra il 30%) in molte altre aziende del territorio».
Le iniziative Oltre a Terni, anche in altre parti dell’Umbria la Fiom-Cgil ha organizzato una serie di appuntamenti da affiancare allo sciopero: in provincia di Perugia si è mossa la «carovana per il contratto», una manifestazione itinerante che ha fatto tappa prima alla Terexlift di Umbertide – dove sono intervenuti tra gli altri il segretario regionale della Cgil dell’Umbria, Mario Bravi, il sindaco di Umbertide Giampiero Giulietti e Alessandro Pagano per la Fiom nazionale – poi alla Emu di Marsciano e infine alla Ims-Isotta Fraschini di Spoleto, il territorio più penalizzato in assoluto dalla crisi del settore metalmeccanico. In provincia di Perugia si è mossa la «carovana per il contratto», una manifestazione itinerante che ha fatto tappa prima alla Terexlift di Umbertide – dove sono intervenuti tra gli altri il segretario regionale della Cgil dell’Umbria, Mario Bravi, il sindaco di Umbertide Giampiero Giulietti e Alessandro Pagano per la Fiom nazionale – poi alla Emu di Marsciano e infine alla Ims-Isotta Fraschini di Spoleto, il territorio più penalizzato in assoluto dalla crisi del settore metalmeccanico.

