di Fabio Toni
Vincere 500 mila euro grattando un biglietto del ‘Miliardario’ è il sogno di tutti. Lui ha provato a coronarlo ritagliando e appiccicando – letteralmente – un numero sopra a un altro. Poi è andato in banca a consegnare il biglietto ‘vincente’ per incassare il premio. Risultato: il tribunale di Terni lo ha condannato a sette mesi di reclusione, pena sospesa, per tentata truffa.
Maldestro Protagonista della grottesca vicenda è un ternano di 73 anni. Nel settembre del 2007 ha comprato un biglietto del Miliardario, l’ha grattato con tutte le speranze di questo mondo e alla fine un solo numero – un ‘maledetto’ 27 – gli ha impedito di realizzare il sogno di una vita. Ma lui non s’è perso d’animo. Si è armato di forbici e colla, ha preso un altro tagliando del gratta e vinci e attraverso una rudimentale opera di falsificazione, ha trasformato quel ‘27’ nel ‘28’ che gli serviva per mettere le mani sul bel gruzzolo di 500 mila euro.
«Ci appelleremo» Messa così, la storia somiglia più a uno scherzo. Ma nell’agenzia Carit dove l’uomo si è presentato per ottenere l’accredito, non l’hanno presa bene. Tanto che quel biglietto è finito dritto dritto in procura. Dalla denuncia per falso e truffa al processo, fino alla condanna inflitta giovedì pomeriggio dal giudice Angelo Matteo Socci. A rappresentare la pubblica accusa nel procedimento c’era il vice procuratore onorario, Cinzia Casciani. Fra le parti civili presenti in aula, il Consorzio lotterie nazionali che avrebbe dovuto provvedere all’erogazione della somma. Intanto il legale difensore dell’anziano, l’avvocato David Rossi, punta tutto sull’appello: «Il ricorso arriverà dopo che avremo letto le motivazioni della sentenza».
