di Mar. Ros.
Non ancora chiarite le cause della forte esplosione avvertita nell’area a caldo lo scorso venerdì pomeriggio. I sospetti si sono concentrati sul pedale dell’impianto di taglio bramme (CCO7) ma non c’è conferma che lo scoppio provenisse da lì né è stato ancora chiarito cosa abbia effettivamente determinato la deflagrazione, che per fortuna non ha avuto effetti. Il caso ha voluto che in quel momento, in quel preciso punto del reparto Acciaieria (Acc) non ci fosse nessuno. Il lavoro intanto è ripreso normalmente. Le verifiche effettuate dal personale addetto hanno permesso la ripresa dell’attività; l’azienda attraverso i responsabili ha garantito dunque sicurezza ma nessuna spiegazione ufficiale è stata ancora fornita ai lavoratori. Per mercoledì è in programma la riunione coi vertici Ast richiesta dalle Rsu, proprio per fare il punto su quanto accaduto: al tavolo saranno presumibilmente fornite le giustificazioni dell’accaduto e informazioni sulla prossima fermata dello stesso reparto Acc, per il consueto scarico produttivo di fine mese.
Skomodo E sulla sicurezza interviene la Fiom Cgil: «Servono investimenti, l’azienda non lesini». Così il sindacato lancia ‘Skomodo’, la newsletter rivolta ai lavoratori metalmeccanici del territorio che da alcuni mesi viene prodotta e distribuita dalle tute blu Cgil. «Prima di tutto – scrive la Fiom – è necessario ribadire che i risultati economici raggiunti sono frutto dei sacrifici fatti dai lavoratori. Ast sta attuando una vera e propria ‘ristrutturazione’ sotto traccia, in assenza di ‘informazione, confronto e tanto meno accordo con la Rsu. Sbagliate le terziarizzazioni ed esternalizzazioni di attività legate al processo produttivo, fino ad oggi svolte e controllate direttamente dai lavoratori di Ast. Sul piano organizzativo inaccettabili le modifiche che portano a riduzioni di organici con conseguente mancato rinnovo di contratti interinali. E poi – conclude la Fiom – occorre velocizzare la firma del protocollo su salute-ambiente-sicurezza, investire nella formazione delle maestranze, definire in modo chiaro ruoli, funzioni e responsabilità e prevedere risorse dedicate a manutenzioni di qualità, ricambi e innovazione».
Bif roadshow Intanto il management è proiettato sul convegno ‘Contro le zone d’ombra e la corruzione per una cultura della legalità’. Fa infatti tappa a Terni il Bif roadshow 2018 prima di Genova e Palermo. Acciai speciali, come noto, già da tempo ha dichiarato guerra alla corruzione ed è considerata come un esempio virtuoso da Transparency international Italia. Dopo l’Italian business integrity day di Parigi al quale partecipò l’amministratore delegato Massimiliano Burelli, sbarca nella Conca il Business integrity forum, un progetto che riunisce 14 tra le più grandi aziende italiane che si sono distinte per la promozione di politiche interne in nome della legalità e della trasparenza. L’evento in programma al teatro Secci il prossimo 13 giugno alle 17.30 sarà l’occasione per fare il punto su esperienze internazionali, i nuovi modelli di governance e i nuovi profili professionali adottati per la lotta all’illegalità, quella che passa per codici etici, organismi di vigilanza e strumenti di dialogo con i clienti: «Non c’è concorrenza – dice il direttore delle Relazioni esterne di Ast Tullio Camiglieri – senza controllo sulle pratiche e il contrasto alla corruzione». All’evento prenderanno parte giornalisti, Confindustria Umbria e il procuratore capo della Repubblica di Terni Alberto Liguori.
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