di Fabio Toni
Forse volevano emulare i «campioni» che settimanalmente si esibiscono in entrate esagerate, risse e simulazioni. Ma il campo di calcio di un carcere non è San Siro né tantomeno l’Olimpico. Così quattro detenuti sono stati condannati a due mesi di reclusione dal giudice Maurizio Santoloci.
I fatti I fatti risalgono al maggio del 2005. Teatro, il campo di calcio a undici della casa circondariale di Terni. Un tackle più duro del solito, la voglia di farsi giustizia da soli e la partita amichevole fra detenuti si trasforma in una rissa, forse un regolamento di conti in sospeso. Colpa dell’esuberanza di un detenuto e delle reazioni degli altri tre coinvolti nel parapiglia.
Separati a fatica Le guardie carcerarie, intervenute prontamente, li separano a fatica individuando i responsabili: quattro cittadini extracomunitari, due di due di nazionalità albanese, un cittadino tunisino e un altro originario del Libano. Uno di loro, fra l’altro, sta scontando una pesante condanna per omicidio.

