Il Tribunale di Terni

di Fabio Toni

A processo per estorsione nei confronti di un commerciante ternano in difficoltà. Due gli imputati, entrambi di origini napoletane ma residenti nel viterbese. Per l’accusa, l’usura sarebbe stata condotta con minacce fisiche e ‘avvertimenti’ anche nei confronti dei familiari della vittima.

L’usura La storia è, purtroppo, simile ad altre e risale a qualche anno fa. Qualche scelta sbagliata e un noto commerciante di scarpe ternano finisce nella maglia di chi presta i soldi ‘a strozzo’. Una richiesta dopo l’altra, nel giro di qualche settimana i soldi prestati crescono fino a diventare 32 milioni (di vecchie lire) a cui si aggiungono gli otto milioni di interessi. Il commerciante prova a restituire i soldi un po’ alla volta, ma poi non ce la fa. E allora partono le minacce.

Le intimidazioni Nei vari episodi denunciati agli inquirenti, compaiono telefonate e sms minatori. Ma anche intimidazioni portate ‘di persona’. Un’escalation di terrore in cui uno dei due imputati, oggi 53 enne, avrebbe anche messo le mani addosso alla moglie del negoziante usurato, strappandole la camicia a mo’ di avvertimento. E poi, in un altro episodio, sarebbe entrato in casa cospargendo di benzina il pavimento della loro camera da letto: «Se non pagate, do fuoco a tutto». Parole poi seguite da fatti: qualche mese più tardi viene dato fuoco all’auto del commerciante, una Panda.

Il processo La vicenda, parte di un’indagine più ampia giunta fino a Perugia, è oggetto di un processo di fronte al tribunale di Terni. Nel’ultima udienza è stato disposto un rinvio per consentire a un consulente di sbobinare le numerose intercettazioni disposte al tempo dagli investigatori. In aula, se ne tornerà a parlare il prossimo 4 dicembre.

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