Don Pierino Gelmini

di F.T.

Una perizia psichiatrica per stabilire se don Pierino Gelmini è in grado di intendere e di volere. L’ha disposta il tribunale di Terni nell’ambito del processo che vede imputato l’89enne fondatore della Comunità Incontro per violenze sessuali nei confronti di alcuni ex ospiti della struttura di Molino Silla.

Nuovo esame A chiedere l’accertamento medico è stato il pubblico ministero Barbara Mazzullo, sulla base degli esiti della perizia di parte eseguita dai professori Francesco Bruno e Alvaro Paolacci e depositata dal legale del ‘don’, l’avvocato Manlio Morcella. Il documento attesta «l’attuale e persistente incapacità di intendere e di volere» da parte di don Pierino che, a giudizio della difesa, «non è in grado di stare in giudizio».

Il consulente L’esame verrà eseguito dal dottor Michele Moretti, medico legale dell’Usl Umbria2. L’incarico verrà formalmente affidato nella prossima udienza fissata per il 25 marzo. Le parti civili si erano opposte a ulteriori rinvii, dopo quelli che hanno caratterizzato sin qui il processo.

Le parti civili In particolare l’avvocato Gaetano Pinto, legale di uno dei principali accusatori di don Gelmini, ha spiegato come «nonostante i certificati medici che in passato avevano attestato le gravi condizioni di salute e l’obbligo a rimanere nella struttura di Amelia, don Pierino Gelmini avesse continuato a svolgere attività pubbliche anche al di fuori di Molino Silla, nel 2011 e fino all’agosto del 2012». Nel merito il legale ha depositato anche un documento con immagini e articoli di giornale.

Responsabilità civile Nel corso dell’udienza i legali di parte civile – fra cui gli avvocati Paola Placidi, Claudio Bragaglia e Daniela Cecchetti – hanno chiesto al tribunale di citare come responsabilità civile l’associazione Comunità Incontro onlus di cui don Pierino è fondatore. «Non vi sono dubbi – è scritto nella richiesta – che il Gelmini abbia utilizzato la propria posizione all’interno della Comunità Incontro per porre in essere le condotte descritte nel capo di imputazione, né può dubitarsi sulla responsabilità della Comunità Incontro per omessa vigilanza». Sul punto il tribunale si è riservato la decisione, attesa per la prossima udienza del 25 marzo.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.