La sala del consiglio (foto U24)

Non più di tre giorni fa il presidente del consiglio comunale Giuseppe Mascio aveva assicurato ai capigruppo che la seduta dell’assemblea convocata per mercoledì 21 gennaio sulle contaminazione da diossina e Pcb di uova e latte, ma anche sulla richiesta di autorizzazioni da parte di Aria spa e inceneritore ex Printer di bruciare rifiuti e, più in generale, sulla situazione ambientale ternana, sarebbe stata aperta alla cittadinanza.

Cittadini esclusi da discussione Ma lunedì mattina tutte le forze politiche rappresentate in consiglio comunale hanno ricevuto una comunicazione dall’ufficio di presidenza che rendeva nota l’annullamento dell’apertura dell’assemblea, attesa da circa due mesi. Un passo indietro di cui ufficialmente non è stata resa nota la motivazione, ma già nelle ultime ore, come non ha mancato di evidenziare il M5s di Terni, si rincorrevano indiscrezioni sulla mancata condivisione in casa Pd della convocazione di un consiglio comunale aperto.

Crescimbeni: «Amministrazione in fuga da responsabilità» Inutile dire che lo stop in corsa impresso alla partecipazione dei cittadini e delle associazioni alla discussione su un tema tanto delicato quanto sentito ha scatenato la reazione delle opposizioni, a cominciare da Paolo Crescimbeni (gruppo Misto) che ha parlato di «gravissima violazione delle norme che attenta alle libertà civili, offrendo un’immagine penosa di un’amministrazione in fuga di fronte alle proprie responsabilità».

M5s: «Scriveteci, faremo noi le vostre domande» Non più tenero il M5s che bolla l’accaduto come «il punto più alto della storia del negazionismo ambientale, col sindaco Di Girolamo e la sua maggioranza che raggiungono l’apice della propria fragilità, dimostrando di aver paura dei cittadini e della loro libertà di parola». In questo senso, M5s di Terni si rende disponibile «a leggere in aula tutti gli interventi dei cittadini ai quali è stata cucita la bocca ma che potranno scrivere a info@terni5stelle.it».