Aula consiliare del Comune di Terni

Oltre che delle  ‘protesi d’oro’, mercoledì mattina davanti al collegio della corte dei conti dell’Umbria si è parlato anche dei rimborsi ‘gonfiati’ e incassati da alcuni consiglieri comunali di Terni, storia che aveva finito per coinvolgere anche due dirigenti di palazzo Spada. Fra posizioni archiviate e ‘sanate’, ad attendere la sentenza – si parla dei primi mesi del 2014 – c’è rimasto solo il consigliere Alessandro Chiappalupi.

Indagine Le contestazioni partono dall’attività condotta dalla guardia di finanza di Terni, relativa ai rimborsi erogati nei primi mesi del 2011 a quattro consiglieri comunali di diversi schieramenti. Per i magistrati contabili i soldi erano stati percepiti indebitamente, a causa di rimborsi ‘gonfiati’ o di richieste avanzate – e accolte – senza alcun diritto.

Usciti di scena Nel corso del tempo l’indagine ha ‘calibrato il tiro’: alcune posizioni – come quella del consigliere Fabio Biscetti – sono state archiviate. Altri non sono neppure stati citati a giudizio. Citazione che è invece arrivata a un dirigente e a un ‘ex’ del comune di Terni che avrebbero autorizzato, impropriamente, l’erogazione di alcuni rimborsi. Entrambe le posizioni sono state sanate attraverso il versamento di una sanzione pecuniaria.

L’ultimo Ad attendere il giudizio c’è rimasto il solo Alessandro Chiappalupi, consigliere del gruppo misto, a cui vengono contestati 1.285 euro di rimborsi, percepiti per i viaggi fra Orbetello e Terni. Il suo legale, l’avvocato Fabrizio Garzuglia, si dice “certo che la vicenda avrà una conclusione positiva. Nel corso dell’udienza – spiega – abbiamo fornito tutta la documentazione che dimostra come il consigliere risieda nel comune di Orbetello”. Da qui la certezza “di aver dimostrato la sua totale estraneità alle contestazioni mosse”.

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