di F.T.
Due anni e dieci mesi di reclusione: questa la pena patteggiata da E.A., la 22enne che lo scorso 9 luglio, al volante della sua Lancia Lybra, ha travolto e ucciso Giancarlo Barbonari (74 anni) e sua moglie Paola Amici (63) lungo la strada che da Ferentillo sale verso la frazione di Ancaiano.
Il patteggiamento fissato dal pm Elisabetta Massini (in aula era presente il viceprocuratore onorario Serenella Bernardini) e dal difensore della giovane, l’avvocato Arnaldo Sebastiani, ha ottenuto l’avallo del giudice Angelo Matteo Socci nel corso dell’udienza per direttissima di giovedì mattina in tribunale.
La giovane era accusata di omicidio colposo plurimo, aggravato dalle condizioni psicofisiche. Gli esami successivi all’incidente avevano certificato l’evidente stato di ebbrezza alcolica (1,40 g/l con l’alcol test e 1,56 g/l in base alle analisi del sangue) e lo stato di alterazione dovuto alla presenza di sostanze stupefacenti nel sangue: 92 ng/mg di cannabinoidi oltre a tracce di metadone, barbiturici, oppiacei, cocaina e benzodiazepine.
In aula E.A., a cui il giudice ha confermato la misura degli arresti domiciliari, è stata accompagnata dai carabinieri di Ferentillo coordinati dal maresciallo capo Alessandro Lumia. All’udienza erano presenti anche i legali nominati dai familiari dei due coniugi uccisi, gli avvocati David e Lavinia Rossi, che non si sono costituiti parte civile.
La pena L’entità del patteggiamento, superiore ai due anni, esclude la sospensione della pena. Le modalità con cui questa dovrà essere scontata verranno decise solo contestualmente alla revoca della misura cautelare applicata dal giudice.
