di F.T.
Da Roma a Terni per rifilare due coltellate a quell’uomo che aveva ‘mollato’ la cugina dopo una relazione segreta durata qualche tempo. La vendetta si era consumata il 4 dicembre del 2012 in via XX Settembre ai danni di un ternano di 38 anni. La scena di sangue non era sfuggita a un poliziotto che si era gettato all’inseguimento dell’aggressore, poi arrestato dalla Volante.
Condannato Mercoledì mattina l’uomo – N.A., 26enne di Roma – è stato condannato dal gip Pierluigi Panariello a tre anni e quattro mesi di reclusione per lesioni personali aggravate. Al giovane sono stati confermati gli arresti domiciliari. L’accusa iniziale di tentato omicidio è caduta in seguito agli esiti della perizia medica chiesta e ottenuta dal legale difensore dell’uomo, l’avvocato Francesco Mattiangeli che, nonostante il punto messo a segno, si dice comunque «pronto ad impugnare la sentenza in appello».
Le aggravanti Il pm Raffaele Pesiri, preso atto degli esiti della perizia, aveva chiesto una condanna a tre anni e otto mesi. Il giudice, pur non riconoscendo gli estremi del tentato omicidio, nella sentenza ha tenuto conto di alcuni aggravanti specifiche: dalla premeditazione ai futili motivi, fino ai giorni di prognosi – oltre 40 – riconosciuti alla vittima dell’aggressione. A quest’ultimo, costituitosi parte civile attraverso l’avvocato Massimo Proiietti, il giudice ha anche riconosciuto una provvisionale pari a 5 mila euro.
