Gli attrezzi sequestrati

di Re.Te.

Bonnie, Clyde & company, sì, ma ‘de noantri’. Due ragazzi e una ragazza ternani e uno romano, sono finiti nei guai, e condannati, per una serie di furti che, da qualche tempo, erano diventati la loro specialità.

La denuncia A scoprire tutto sono stati, nella notte tra martedì e mercoledì, gli agenti della volante che, racconta il vice questore aggiunto, Giuseppe Taschetti, «dopo una segnalazione giunta da un cittadino, hanno bloccato i tre ragazzi – di età comprese tra i 22 e i 29 anni – mentre tentavano di forzare le finestre e la porta di un chiosco bar in via Irma Bandiera». Mentre l’operazione era in corso, un’auto si è allontanata velocemente, ma, anche per le ammissioni dei tre, gli agenti l’hanno rintracciata e scoperto che alla guida c’era la ragazza – di 21 anni – fidanzata con uno di loro.

Gli attrezzi Dagli zaini sequestrati, intanto, era uscita serie di arnesi atti allo scasso, tra i quali anche un sofisticato kit di piccoli attrezzi atti a forzare serrature, che uno dei ladri aveva addirittura acquistato per corrispondenza e che non aveva insospettito i genitori al momento dell’arrivo a domicilio.

I furti Dai riscontri effettuati è emerso che sono stati almeno quattro i furti messi a segno o tentati nelle ultime settimane dall’improvvisata banda: presi di mira erano stati anche gli uffici di un centro sportivo, di un parco divertimenti e di un istituto di istruzione privato. Gran parte della refurtiva, computer e monitor in particolare – i soldi erano già spariti – è stata recuperata, compreso un pc portatile che era stato venduto ad una cittadina rumena, per 150 euro, che è stata a sua volta denunciata per ricettazione.

Le condanne La banda è già stata processata e il giudice Massimo Zanetti ha condannato il 29 romano a nove mesi di carcere (aveva dei precedenti legati alla droga) e i tre ternani a sei mesi di reclusione. Dal vice questore aggiunto Taschetti giunge l’ennesima raccomandazione: «Questa operazione, conclusa in modo rapido ed efficace per l’abilità degli agenti – spiega – è stata possibile grazie alla segnalazione di un cittadino e non ci stancheremo mai di invitare a continuare a chiamarci, sempre e comunque, al minimo sospetto. Il nostro dovere è dare sicurezza ai cittadini che, però, possono aiutarci a fare meglio il nostro lavoro».

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