Visite mediche e test del Dna. Questi gli accertamenti richiesti con la formula dell’incidente probatorio dal sostituto procuratore Elisabetta Massini, titolare dell’indagine che la scorsa settimana ha portato all’arresto della venticinquenne e del compagno trentenne con l’accusa di maltrattamenti e violenza sessuale ai danni di un bimbo di sei anni, in base ai documenti figlio di lei.
Procura chiede visite mediche e test Dna La richiesta arrivata dalla procura della Repubblica di Terni si dovrà pronunciare il gip Federico Bona Galvagno che ha già firmato le ordinanze di custodie cautelari in carcere per i due giovani, già sottoposti a interrogatorio di garanzia, anche se entrambi si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Non è chiaro al momento chi assista legalmente i due, ma è certo che gli inquirenti vogliono vederci chiaro sulle vessazioni subite dal piccolo in un appartamento alla periferia di Terni. In particolare, dagli accertamenti sanitari il sostituto procuratore Massini vorrebbe verificare l’eventuale stato di denutrizione del bimbo e più in generale lo stato di salute, per capire se le condizioni di vita subite dalla mamma e dal compagno possano aver causato patologie fisiche. Accertamenti saranno compiuti anche sotto il profilo psicologico. Il bambino, oltre a essere stato rasato, veniva sempre chiamato con nomignoli femminili mentre il cibo, hanno riferito gli uomini della squadra mobile, gli veniva lanciato a terra. Sul tavolo del gip c’è anche la richiesta per effettuare un test del Dna, al fine di fugare dubbi sul reale legame materno tra la venticinquenne e il bimbo di 6 anni su cui tra gli inquirenti ci sarebbe più di un dubbio.
