A volto coperto e armato di punteruolo un uomo alle 10.30 di venerdì ha rapinato la filiale del Monte dei Paschi di Siena di via del Rivo, a Terni, dalla quale è fuggito con un bottino di 23mila euro. Secondo la ricostruzione della squadra mobile della questura di Terni, che sta ora visionando le immagini catturate dalle telecamere della banca e dei negozi vicini, l’uomo, dopo essere entrato con il viso coperto da un passamontagna, si è fatto consegnare dai dipendenti quanto era contenuto in quel momento in cassa.
Bloccati i colpevoli di una rapina a Narni Sono accusati invece di essere gli autori della rapina a mano armata compiuta il 23 ottobre del 2008 presso la filiale della banca popolare di Spoleto a Narni Scalo, i pregiudicati V.D., 45 anni di Fiano Romano e N.K.V., 24 anni, cittadino bulgaro domiciliato in Morlupo, entrambi raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Terni per i reati di rapina aggravata, ricettazione, furto aggravato e porto abusivo di armi in concorso.
I due già detenuti per altri reati L’ordinanza è stata eseguita dai carabinieri di Amelia nei carceri di Torino e Porto Azzurro, dove i due si trovano detenuti per altri reati. Secondo la ricostruzione degli investigatori i due, intorno alle ore 13 del 23 ottobre del 2008, in prossimità dell’orario di chiusura, si introdussero all’interno della banca e, sotto minaccia di un taglierino, si fecero consegnare 18 mila euro in contanti. Subito dopo chiusero tutti gli impiegati nella direzione dell’istituto e si diedero alla fuga con una auto rubata.
Nello stesso giorno tentarono un altro furto Secondo le indagini dei carabinieri i due rapinatori, la stessa mattina, avevano tenatato di entrare anche in un altro istituto bancario, ad Attigliano (Terni), ma l’accesso era stato negato dagli impiegati, che avevano notato l’atteggiamento sospetto. I sospetti degli investigatori si sono quindi indirizzati verso V.D., che già in passato si era reso responsabile di altre rapine nella zona. Sospetti presto confermati anche dalle immagini riprese dalle telecamere delle banche e da altri elementi probatori raccolti dagli investigatori. Gli ulteriori accertamenti investigativi hanno poi consentito di identificare anche il complice. Entrambi sono stati riconosciuti anche da alcuni testimoni.

