Vigili del fuoco in azione (foto archivio U24)

di Chiara Fabrizi e Marta Rosati

Ricerche e indagini. Si muove su un doppio binario l’azione delle squadre di soccorso e degli inquirenti al lavoro sul caso del cinquantatreenne ternano, proprietario dell’auto bruciata tra i boschi di Marmore, di cui non si hanno notizie dal primo pomeriggio di mercoledì, ossia da quando un gruppo di legnaioli ha avvistato la colonna di fumo prodotta dall’incendio che ha divorato la sua Chevrolet Kalos.

Le ricerche: fotogallery

Auto in fiamme e scomparso Dell’uomo si sa che è impiegato come operaio di una ditta di Terni, non ha precedenti penali né di polizia e vedovo (non separato come inizialmente riportato). Diverse le persone sentite dai carabinieri che, stando a quanto risulta, non hanno segnalato situazioni anomale o critiche vissute dal cinquantatreenne. Le indagini, dunque, procedono senza escludere nessuna pista e avvalendosi di tutti gli accertamenti tecnici del caso, sia sui cellulari nelle disponibilità dell’uomo che attraverso l’acquisizione delle registrazioni di videosorveglianza che potrebbero aver inquadrato il passaggio in auto dell’operaio, prima dell’arrivo in località Palombara, zona piuttosto isolata dove è stata trovata la Chevrolet.

Le piste Le ipotesi, al momento, sono tutte al vaglio degli inquirenti che lavorano a spron battuto per stringere il campo d’indagine, così da concentrare gli sforzi e risolvere il particolare caso. La pista del suicidio non è esclusa, anche se il rogo che ha interessato l’auto, qui a compiere tutte le verifiche tecniche per accertarne l’origine sono i vigili del fuoco, appare piuttosto insolito. Sul tavolo anche l’allontanamento volontario e l’ipotesi peggiore, quella di un’aggressione, ma nessuno dei tre scenari è al momento avvalorato da riscontri investigativi. Tant’è che in queste ore la cautela è massima.  Parallelamente alle indagini, giovedì sono scattate anche le ricerche. Massiccio lo sforzo dei soggetti coinvolti nelle perlustrazioni dell’area in cui è stata ritrovata la Chevrolet.

Elicotteri, unità cinofile e sommozzatori Tra Marmore e Piediluco in supporto alle squadre di pompieri e carabinieri, sono intervenuti le unità cinofile dell’Arma arrivate da Firenze e i sommozzatori del comando provinciale di Viterbo, che hanno controllato un canale vicino alla cava e pure avviato una prima ricognizione nel lago di Piediluco, a partire dalle acque più prossime a Palombara. A offrire supporto aereo l’elicottero della Forestale che ha sorvolato a lungo la zona, mentre gli uomini del Soccorso alpino e speleologico dell’Umbria battevano le zone più impervie. Per il momento, però, le attività hanno dato esito negativo e del cinquantatreenne non si è trovata traccia. Nel tardo pomeriggio di giovedì, complice il maltempo, le ricerche sono state sospese ma riprenderanno venerdì mattina, a differenza delle indagini che procedono senza sosta.

Twitter @chilodice e @martarosati28

 

 

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