Il presidente dell'Atc3 Giovanni Eroli

di F.T.

Giovanni Eroli, il presidente dell’Atc3 ternano-orvietano, è un fiume in piena. Una parte delle accuse lo riguarda direttamente. Lui non ci sta, e replica: «Intanto mi sorprende che la guardia di finanza dia tutta questa visibilità a indagini e verifiche che dovrebbero essere riservate – afferma -. Siamo comunque assolutamente tranquilli e certi di aver operato in maniera corretta e nel migliore dei modi».

Le assunzioni contestate «Le norme – afferma l’avvocato Eroli – dicono che il personale dell’Atc3 deve essere messo a disposizione dalla Provincia di Terni. Le richieste le abbiamo fatte, ma l’ente non era in grado di sostenerle. Per questo abbiamo dato seguito ad alcune assunzioni e su questo non esiste alcun divieto. Basti pensare che il personale lo avremmo dovuto pagare comunque noi, anche se fosse stato fornito dalla Provincia». E poi: «Con un organico ridotto all’osso, fatto di quattro impiegate e due tecnici, svolgiamo il 90% dell’attività burocratica legata alla caccia. Basta leggere il regolamento per capire quali e quante sono le attività di nostra competenza, in pratica la gestione dell’intera attività provinciale».

L’associazione Fra le contestazioni mosse dalla guardia di finanza, quella di aver duplicato 120 mila euro di costi, attraverso ‘l’utilizzo’ dell’associazione di volontariato Agrifauna: «La collaborazione – spiega Giovanni Eroli – è stata attivata proprio per creare un risparmio. Se avessimo appaltato il servizio, sicuramente le spese sarebbero state maggiori. Agrifauna gestisce i volontari, oltre 400 sul territorio provinciale, e i costi contestati sono rimborsi che abbiamo liquidato all’associazione per tutta l’attività svolta».

Rimborsi chilometrici Al presidente dell’Atc3 vengono contestati anche rimborsi-super per le spese di viaggio: «Si tratta di 11 mila euro in cinque anni, tutti costi ampiamente documentati e giustificati. Ogni giorno faccio centinaia di chilometri, non c’è nulla di strano». E i regali? «Duemila euro, anche questi in cinque anni. Si tratta di spese che riguardano il funzionamento dell’ufficio: dall’acquisto del condizionatore a piccoli regali di Natale alle nostre impiegate, ma parliamo di 20, 30 euro al massimo». Sull’indagine: «Abbiamo avuto la guardia di finanza nella nostra sede per oltre un anno, ci siamo messi a completa disposizione, trovando tutti i documenti necessari. Siamo assolutamente certi che tutto ciò verrà chiarito in breve tempo».

Cirignoni: fare piena luce Sulla vicenda interviene anche il consigliere regionale della Lega Nord Gianluca Cirignoni che in una nota «plaudendo all’indagine della Guardia di finanza» auspica «che si faccia piena luce anche sugli insani rapporti tra il comitato di gestione e la politica regionale». Cirignoni chiede inoltre al presidente dell’Ambito, «che asserisce di aver fatto tutto regolarmente, come mai, nonostante siano passati oltre 6 mesi dalla nostra richiesta ufficiale inoltrata alla giunta regionale, non riusciamo ad accedere ai bilanci della sua associazione, né ai pagamenti che questa ha fatto ad Agrifauna Gestambiente il cui presidente, oltre che un politico ternano, risulta essere anche componente dell’ufficio di presidenza dell’Atc medesimo». Il capogruppo leghista ricorda infine «allo smemorato Eroli e al suo entourage» di essere in attesa «di avere copia del bilancio consuntivo 2012, corredato dalla relazione del collegio dei revisori dei conti, che doveva essere approvato già oltre 6 mesi fa ai sensi della legge regionale».

Oscure manovre «Per conoscere quali oscure manovre – conclude – si celino dietro una gestione così deficitaria dei soldi pubblici e dei cacciatori, siamo ancora in attesa di una risposta da parte dell’assessore regionale alla caccia ad una nostra interrogazione protocollata oltre 1 mese fa. Una risposta che chiarisca la vicenda, ristabilisca la necessaria trasparenza ed elimini tutti i sospetti, come quello – legittimo – che fondi pubblici siano stati destinati alla campagna elettorale di qualche politico».

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