Foto archivio

di F.T.

Tre falò agricoli accesi in pieno giorno a due passi dal bosco. La zona è quella di villa Palma, già martoriata dai roghi della scorsa estate. Giovedì mattina le tre nuvole di fumo hanno creato un po’ di apprensione fra i residenti, memori di quanto accaduto in passato. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del comando di Terni che nel giro di pochi minuti hanno spento i tre falò, legati a scarti di potature.

Imparare dal passato Fiamme libere accese in una zona boschiva. Basta questo per evocare i possibili rischi e riportare alla memoria l’estate ‘bollente’ dello scorso anno, una delle peggiori sul fronte degli incendi. Nel corso dell’inverno i vigili del fuoco hanno investito molto del loro tempo per formare e diffondere la cultura della sicurezza e del rispetto del patrimonio ambientale. Un impegno che si spera possa produrre risultati concreti.

Parla il magistratL’episodio di giovedì mattina fa capire che c’è ancora da lavorare. Sul piano della prevenzione ma anche della repressione, tutt’altro che semplice. Un tema su cui si sofferma anche il magistrato Maurizio Santoloci, noto per la sensibilità verso i temi ambientali: «L’area dei tre roghi è boschiva e quindi ad alto rischio dal punto di vista degli incendi. Basta pensare a ciò che è accaduto lo scorso anno con gli interventi di elicotteri e canadair, con un danno diretto per l’ambiente oltre a forti spese per l’erario pubblico».

La prevenzione Di fatto, insiste Santoloci, «tutte le mattine – e spesso di notte – in quella zona vengono accesi roghi che, seppur illegali e pericolosi, continuano ad essere realizzati in modo palese e vistoso. Quanto accaduto dimostra che serve una forte azione preventiva, perché non possiamo ritrovarci di nuovo a fare la conta degli ettari di verde finiti in fumo, dei rischi corsi per la popolazione e dei danni subiti dalle strutture di pregio».